«Da ultima la città orgogliosamente prima», cosi la sindaca Maria Limardo

di Annamaria Terremoto*

Vibo Valentia Capitale italiana del libro 2021. La sindaca Maria Limardo visibilmente emozionata dice: «la nostra città sempre ultima in tutte le graduatorie, ora orgogliosamente prima».

Un bel risultato per una città considerata fra le ultime per la qualità della vita. Se l’aspettava?  

Quando il ministro Franceschini ha pronunciato il nome di Vibo Valentia, ho percepito subito la straordinaria occasione di rinascita. Vibo, storicamente, è sempre stata legata a filo doppio con la cultura e il sapere e vanta una solida tradizione alla quale oggi si salda un rinnovato entusiasmo per il prestigioso riconoscimento.

L’iniziativa del Ministero della Cultura punta a incoraggiare i comuni italiani a portare avanti progetti a sostegno della lettura. Vibo da tempo ha promosso eventi fra i più attivi del Sud. È così?

La Città ha sempre avuto una vivacità culturale come testimoniano le tante qualificate iniziative: il Festival del Leggere e Scrivere che ogni anno attira personalità tra le più illustri nel panorama letterario, e non solo. E ancora l’innovazione rappresentata da Vibook, fiera dell’editoria a Km 0, per dare risalto e rafforzare l’editoria locale. E poi musica, con i talenti del Conservatorio Torrefranca, mostre, laboratori.

In una terra dove, secondo l’Istat si legge poco, questo riconoscimento in che modo può favorire promozione e rilancio della lettura come valore condiviso?

Il nostro intento è certamente quello di aumentare la percentuale di lettori ma soprattutto l’obiettivo prioritario è valorizzare un’occasione unica e forse irripetibile per l’ affermazione culturale della nostra città.

Quali i progetti che porterà avanti?

Progetti che puntano al sociale, al recupero identitario della comunità. Il progetto principale è quello di ricucitura, ricerca dei luoghi di condivisione, di bellezza dentro cui troveranno spazio l’attuazione di attività progettuali e gli obiettivi di Vibo Capitale del Libro 2021. Un’offerta culturale che coinvolge Università, scuole, fondazioni, scrittori, antropologi, artisti, musicisti.

Lei è il primo sindaco donna nella storia di Vibo Valentia. Come sta cambiando questa città?

Vibo ha bisogno di essere amata e curata come solo una donna sa fare. Purtroppo le dinamiche di bilancio in pre-dissesto, non mi consentono di intervenire come vorrei, tuttavia sto lavorando sul versante del recupero di finanziamenti possibili. Posso però dire con orgoglio che la città sta cambiando il suo volto con interventi strutturali che andiamo realizzando e per la nuova consapevolezza dei cittadini a identificarsi in questa direzione.

La Fondazione Marisa Bellisario ha un programma culturale molto vasto. Non crede sarebbe auspicabile nelle iniziative previste per Vibo Capitale del libro una concreta collaborazione?

Certamente, la Fondazione Bellisario non potrà mancare nel nostro programma. Dovrà essere una delle pietre del diadema che stiamo confezionando e portando avanti.

*Giornalista