a cura del Gruppo Giovani della Fondazione Marisa Bellisario

I giovani sono tra le categorie più̀ colpite dalle ricadute sociali ed economiche della pandemia. Il tasso di occupazione tra i 15-25enni è diminuito in un anno del 14,7% mentre i 25-34enni hanno perso il 6,4% dei posti di lavoro. Sono aumentati anche i giovani che non lavorano e non sono iscritti a nessun corso di studio o di formazione (NEET). L’Italia emerge nel confronto europeo come il Paese con il più̀ alto numero di NEET, il 27,8% contro una media Ue del 16,4%.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sulle Politiche per le nuove generazioni punta a:

  • migliorare i sistemi educativi con interventi sulla digitalizzazione e sulla connettività delle scuole.
  • ridurre i tassi di abbandono scolastico e la distanza tra istruzione e lavoro, grazie allo sviluppo del sistema di formazione professionale terziaria (ITS) e al rafforzamento dell’istruzione nelle materie STEM.
  • facilitare laccesso all’istruzione universitaria con nuove borse di studio e opportunità per i giovani ricercatori, con l’estensione dei dottorati di ricerca.
  • creare occupazione giovanile in tutti i settori toccati dal Green Deal europeo.
  • colmare i divari generazionali e rafforzare le politiche attive del lavoro e l’integrazione dei disoccupati, anche attraverso investimenti nell’istruzione e formazione (apprendistato duale).
  • rafforzare il collegamento tra ricerca e impresa, attraverso il sostegno alla ricerca applicata e agli ecosistemi dell’innovazione.
  • potenziare il Servizio Civile Universale.

Lorientamento del PNRR verso i giovani è significativo nel breve termine, grazie a interventi a elevato contenuto digitale e agli sgravi fiscali come la Fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno, volta a favorire l’assunzione e l’occupazione; la costruzione di asili nido, il tempo pieno nella scuola e il lavoro da remoto, favoriranno l’accesso e la permanenza di entrambi i genitori nel mondo del lavoro nel medio-lungo periodo.

Le azioni del Piano sono volte a recuperare il potenziale delle nuove generazioni e a costruire un ambiente istituzionale e d’impresa in grado di favorire il loro sviluppo e il loro protagonismo all’interno della società̀.

La vera sfida per far funzionare le riforme, consiste nel cambiare la mentalità degli italiani: dalla politica al singolo cittadino occorre un cambio culturale che nessun Piano Nazionale è in grado di riformare e cambiare nel breve termine.

Il rischio è che quanto previsto dal governo non trovi un’efficace attuazione e trasposizione sul territorio sia per il cambio culturale sia per le competenze richieste, sia per gli aspetti normativi e per le forme di controllo da mettere in campo sull’erogazione dei fondi.

Una sfida non indifferente per un Paese che finora non è stato in grado di fare questo salto culturale per stare al passo con i Paesi europei.

Saremo noi giovani in grado di farlo? Riusciremo ad avere lo spazio necessario per dare un contributo concreto?