Di Donatella Boccali*

In Italia, la difficoltà a proseguire in maniera soddisfacente il percorso scolastico, il livello di istruzione e di competenze che i giovani riescono a raggiungere dipende ancora in larga misura dall’estrazione sociale, dal contesto socio-economico e dal territorio in cui si vive. Questo è quanto emerge dal Rapporto Bes 2020 dell’Istat, che evidenzia ulteriormente quanto la pandemia, con la chiusura degli istituti scolastici e universitari, con lo spostamento verso la didattica a distanza, o integrata, abbia aumentato le disuguaglianze.

Inoltre, l’8% dei bambini e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado è rimasto escluso da una qualsiasi forma di didattica a distanza e non ha preso parte alle video-lezioni con il gruppo classe – quota che sale al 23% tra gli alunni con disabilità.

L’XI Atlante dell’infanzia a rischio “Con gli occhi delle bambine”, pubblicato da Save the Children, ha mostrato che in Italia c’è il rischio per circa 1 milione e 140 mila ragazze tra i 15 e i 29 anni, entro la fine dello scorso anno, di ritrovarsi nella condizione di non studiare, non lavorare e non essere inserite in alcun percorso di formazione, rinunciando così ad aspirazioni e a progetti per il proprio futuro.

Dalla III Giornata mondiale dell’educazione 2021 è invece emerso che 258 milioni tra bambini e giovani non frequentano la scuola. Sono 617 milioni i bambini e gli adolescenti che non sanno leggere e fare matematica di base. Nell’Africa subsahariana, meno del 40% delle ragazze completa la scuola secondaria inferiore e circa 4 milioni di bambini e giovani rifugiati non frequentano la scuola.

Secondo il rapporto pubblicato da UNESCO, UNICEF e Banca Mondiale – un sondaggio sugli interventi educativi di risposta al COVID-19 effettuati in quasi 150 Stati tra giugno e ottobre 2020 – gli scolari dei Paesi a reddito basso e medio-basso hanno perso quasi 4 mesi di scuola dall’inizio della pandemia, rispetto alle 6 settimane perse nei Paesi ad alto reddito. Un terzo dei Paesi poveri non ha previsto misure per sostenere l’accesso o l’inclusione degli alunni a rischio di dispersione scolastica.

Con particolare attenzione alle bambine e alle adolescenti, il nuovo rapporto “The Global Girlhood Report 2020” di Save the Children evidenzia che la chiusura delle scuole per il Covid-19 ha lasciato 1,6 miliardi di bambini senza istruzione, e che le bambine e le ragazze hanno molte meno probabilità di riprendere la scuola a causa della crisi economica, della pressione dei bisogni della famiglia, o per via di matrimoni o gravidanze precoci.

Il diritto all’istruzione è innegabile per ogni bambino e giovane del mondo. Inoltre, fa parte anche degli obiettivi di sviluppo sostenibile imposti dall’ONU da raggiungere entro il 2030. Non dimentichiamoci che l’impegno a dirimere le disuguaglianze e le difficoltà di accesso all’istruzione è importante anche per le bambine e le giovani, essendo uno dei tanti diritti a loro negati nei Paesi più poveri.

La conquista della parità di genere comincia tra i banchi di scuola.

*Referente Giovani Lazio Fondazione Marisa Bellisario