A cura del Gruppo Giovani della Fondazione Marisa Bellisario

Gli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per le nuove generazioni puntano a facilitare laccesso allistruzione universitaria attraverso l’aumento del numero di borse di studio per il diritto alla formazione universitaria, a favore degli studenti meritevoli e bisognosi.

Grazie a questa misura, sarà possibile aumentare di 700 € in media l’importo delle borse di studio, arrivando così ad un valore di circa 4.000 per studente e ampliare la platea degli studenti beneficiari.

Inoltre, il Piano intende migliorare le opportunità per i giovani ricercatori attraverso la riforma dei dottorati di ricerca, che prevede:

  • iscrizione di 500 dottorandi a programmi dedicati alle transizioni digitale e ambientale in 3 anni;
  • ampliamento del numero delle borse per i dottorati di ricerca, per la qualificazione dell’azione della pubblica amministrazione e per i beni culturali;
  • rafforzamento delle Scuole Universitarie Superiori, per dottorati e post-dottorati, attraverso l’offerta di corsi e attività formative a dottorandi iscritti a differenti enti, al fine di condividere le loro esperienze e competenze con tutto il sistema di istruzione superiore;
  • aggiornamento della disciplina dei dottorati, semplificando le procedure per il coinvolgimento di imprese e centri di ricerca, attraverso un DM entro il 2021;
  • rafforzamento delle misure dedicate alla costruzione di percorsi di dottorato non finalizzati alla carriera accademica;
  • sviluppo di meccanismi di valutazione periodica basati sui risultati in termini di placement e sul confronto con analoghi corsi esteri.

Obiettivo? Ridurre i divari numerici e anagrafici con lEuropa e a contrastare il fenomeno della fuga di cervelli. Secondo Eurostat, infatti, in Italia, solo 1 persona su 1.000 nella fascia di età 25-34 anni completa ogni anno un corso di dottorato, rispetto a una media europea di 1,5.

L’ISTAT rileva, inoltre, che quasi il 20% delle persone che completano ogni anno un dottorato di ricerca si trasferisce all’estero, mentre chi rimane in Italia soffre di un profondo disallineamento tra l’alto livello di competenze avanzate che possiede e il basso contenuto professionale che trova sul lavoro.

Per il governo queste manovre sono volte a favorire linnovazione del sistema produttivo attraverso gli investimenti in tecnologie avanzate, ricerca e innovazione e per promuovere la competitività delle imprese italiane anche su mercati internazionali, in modo da rendere le nostre imprese attraenti per i giovani altamente professionalizzati, italiani e stranieri.