di Viviana Kasam*

 «Il cervello è più grande del cielo», scriveva la poetessa Emily Dickinson. Un verso celeberrimo e super citato. Peccato che nella divulgazione degli studi sul cervello sia rappresentata solo una metà del cielo: quella maschile. Anche in Paesi avanzati a livello di parità di genere, nei convegni, seminari, dibattiti più del 90% dei relatori sono uomini. Come se le neuroscienziate non esistessero. E invece ricoprono incarichi importanti nella Università e nei centri di ricerca e pubblicano sulle riviste più prestigiose. Ma le luci della ribalta non sono per loro, il soffitto di cristallo vale anche in campo scientifico.

Come ribaltare questa situazione?

BrainCircleItalia ci prova organizzando un grande convegno internazionale in cui le star saranno le donne. Un convegno itinerante, che avrà luogo in sette capitali europee e ospiterà scienziate da tutto il mondo, le più autorevoli e affermate, selezionate in un anno di ricerca.

Il ciclo, in collaborazione con la Fondazione Marisa Bellisario, è dedicato a Rita Levi Montalcini, che ha sostenuto la nascita di BrainCircleItalia e ne è stata Presidente Onorario. Il progetto nasce in collaborazione con EBRI (Fondazione creata dalla Montalcini), ELSC (centro di ricerca della Hebrew University di Gerusalemme), CISA (Centre Interdisciplinaire des Sciences Affectives, Università di Ginevra), Women’s Brain Project, Sansbury Wellcome Center University College di Londra, MEET-Digital culture center di Milano e Sami Sagol Network.

Autorevoli scienziate provenienti da tutto il mondo parleranno di emozioni. Ribaltando un altro stereotipo. Quello che contrappone l’emotività femminile alla capacità di pensiero razionale maschile. Non lo avete mai sentito dire? Le donne sono uterine, viscerali. Vittime della loro emotività, che un tempo non molto lontano si pensava fosse originata nella pancia, nei visceri, mentre oggi si sa che le emozioni nascono nel cervello, e coprono un ruolo grandissima importanza sia nell’evoluzione, sia nei processi formativi e cognitivi. E infatti oggi si parla di “intelligenza emotiva” come di uno strumento fondamentale al pari dell’intelligenza razionale, quella che si vorrebbe (erroneamente) privilegio del pensiero maschile.

EMOTIONS, dunque. Che anche nel logo vuole coniugare l’emotività al movimento: fisico, in quanto il convegno si muove di città in città, ma anche metaforico, come sviluppo, cambiamento, rottura dello status quo. Le emozioni saranno esaminate nelle loro molteplici sfumature, toccandone gli aspetti biochimici, genetici, epigenetici, psicologici, neurologici, sociali e filosofici. Partendo dalla loro storia, si parlerà di come nascono e si sviluppano, del loro ruolo nelle manifestazioni artistiche e connotazioni di genere, di come hanno influenzato l’evoluzione umana, fino ai recentissimi sviluppi della realtà virtuale, della robotica e dell’embodiment.

Perché senza emozioni non c’è interazione possibile, e questo lo hanno capito gli scienziati che progettano i robot cosiddetti umanoidi (guarda caso moltissime donne).

L’inaugurazione è prevista a Gerusalemme il 17 ottobre, e si spera in un evento dal vivo e con pubblico, difficile immaginare un convegno sulle emozioni via web!. Seguiranno Roma (19 novembre), Lugano (3 dicembre), Milano (25 gennaio), Ginevra (11 febbraio), e infine Londra e Lisbona in date ancora da fissare.

Ma Emotions vuole essere anche un movimento di opinione, creare una rete internazionale di donne che sostengano il progetto, diventare virale, grazie al hashtag #myBeatifulBrain. Affinché nel firmamento della scienza brillino anche le stelle…

Per questo chiediamo a tutte le donne, individualmente o attraverso Associazioni e Fondazioni, di sostenerci.

Le istruzioni per contribuire al progetto si trovano sul sito www.emotionsbrainforum.org, dove sarà possibile consultare anche il programma che verrà via via aggiornato.

*Fondatrice BrainCircleItalia