di Roberta Bet* e Paola Tosi**

Un anno vorticoso il 2021, di grande effervescenza, positività e di movimento nella ricerca del personale. La pandemia ha aggravato una situazione di mercato già critica, ma non per tutti i settori merceologici, il 2020 ha visto soffrire fortemente tutto il settore turismo mentre la GDO, l‘e-commerce e i corrieri espresso hanno avuto una crescita esponenziale e tratto un enorme vantaggio.

Alcuni settori merceologici hanno chiuso l’anno 2020 con un fatturato minore ma con margini importanti dovuti al saving che l’home-working ha consentito ai costi generali.

Il 2021 è partito con tanto entusiasmo: sono stati affinati gli strumenti di lavoro a distanza, anche lo sviluppo dell’export ne ha beneficiato grazie al saving sui costi di spostamento.

Rispetto al passato abbiamo assistito a un cambiamento nella ricerca di figure professionali finalizzate a traghettare le aziende, i processi e le attività produttive verso una nuova normalità” e verso la riorganizzazione e lottimizzazione delle funzioni aziendali per un nuovo futuro.

Quali quindi le professionalità richieste?

Funzioni Finance, HR e Operations gli ambiti di maggiore fermento. Le figure HR per la gestione dell’emergenza e dei protocolli Covid, Finance per ottimizzare la gestione del conto economico e tutta l’area della filiera produttiva con le Operations per riorganizzare le attività.

Un tema importante in questo momento è la scarsità delle materie prime che ha portato le aziende a ricercare Buyers (senior buyers, project buyers, procurement, responsabili acquisti) al fine di reperire e acquistare materie prime a costi competitivi, facendo magazzino anche a discapito del conto economico e consentire alle aziende di continuare a lavorare, in una fase ancora di incertezza.

Anche gli informatici (es. specialisti SAP) sono super richiesti.

Alcune figure sono talmente ricercate e così preziose da essere subissate di chiamate, iper coccolate; i candidati hanno un elevato potere contrattuale e possono quindi scegliere l’azienda basandosi su parametri economici e geografici oltre che sui benefit. Le aziende in ricerca sanno che “devono pagare”, e quelle che li hanno li trattengono con politiche di employee retention importanti per evitare di perdere loro figure chiave in questo momento così delicato e di grande effervescenza.

Un’altra novità riguarda l’aumento di candidati che decidono di affidarsi alle società di selezione perché questo consente loro maggiori opportunità e consente un accompagnamento nella fase di cambiamento, sia per gli aspetti più di supporto alla persona sia per la trattativa economica, soprattutto sulle fasce più giovani e sulle figure molto ricercate.

In questa ricerca di personale purtroppo la donna è penalizzata, le figure femminili sono poco presenti nel settore Operations (1 su 40) sia per formazione sia per cultura e per la scarsa propensione a lavorare nel settore metalmeccanico, mentre negli ambiti HR e Finance sono più presenti.

C’è ancora molto lavoro da fare sul ruolo della donna nelle posizioni dirigenziali e sullo sviluppo delle competenze nelle funzioni che serviranno già domani.

*Senior Executive Consultant per Società di Executive Search specializzata nella ricerca e selezione di Middle e Top Management per il Triveneto.

**Imprenditrice e Professional Coach ACC ICF.