di Maria Pia Rossignaud*

Al progetto Donna è Innovazione, sostenuto dall’Associazione Osservatorio TuttiMedia, di cui sono Vicepresidente, è stato assegnato l’Award 2021 dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (PAM), organismo ONU.

L’occasione del premio mi ha indotta a riflettere sui diritti derivanti dal Paese dove si viene al mondo: essere nata in Italia, Paese del Mediterraneo come tanti altri, fa la differenza rispetto alle libertà e alla parità di genere. Ed è stupefacente dover constatare che ancora oggi il mondo è così diseguale: in solo 8 ore di aereo arrivi da una capo all’altro del pianeta per appurare che la vita delle donne può essere drammaticamente diversa.

L’ambasciatore Sergio Piazzi, Segretario Generale PAM, ha sottolineato la necessità di continuare a costruire ponti e sforzarsi nel connettere le persone per superare le differenze, da giornalista sono certa che per unire le persone servono storie da condividere per ricreare una coesione sociale che oggi sembra perduta.

L’Osservatorio mensile sull’occupazione dell’Istat ha rilevato che sono stati creati più di 390mila posti di lavoro in un anno ma meno di 1 su 3 è andato a una donna. Secondo una ricerca del Parlamento europeo, la diffusione dell’epidemia può innescare impatti a lungo termine sull’uguaglianza di genere, minacciando i progressi fatti finora e riportando 47 milioni di donne e ragazze sotto la soglia di povertà. L’anno scorso è stato il 25 anniversario della Dichiarazione di Pechino dell’ONU, a favore dell’emancipazione femminile e del miglioramento della condizione delle donne in tutto il mondo, ma la strada da percorrere per la parità di genere è ancora lunga. Secondo l’Indice sull’uguaglianza di genere 2020 (EIGE) mancano almeno ancora 60 anni prima di poter raggiungere la completa parità.

Questo contesto mi ha portato a riflettere sulla necessità di spingere la nostra società a dare più peso e forza al racconto, ecco perché ho lavorato al progetto NewsMedia4Good, presentato a Roma il 1° dicembre nella sala della FIEG, che mira a riconoscere l’informazione quale strumento utile per ricreare la coesione sociale, promuovere la collaborazione e sostenere la parità. Nell’era del chiacchiericcio dei social media, stiamo vivendo una nuova crisi epistemologica che molti sottovalutano. Dobbiamo dire basta al sensazionalismo che divide, alla polarizzazione che ingabbia, contribuendo alla costruzione della nuova infosfera, dove ritrovare il senso della notizia con parole che interpretano la realtà, con attenzione allo sguardo delle donne che, come hanno dimostrato nella tragedia pandemica, si prendono cura degli altri e del mondo.

* Direttrice Media Duemila e Vicepresidente Osservatorio TuttiMedia