Nella ceramica del ricordo
al tuo volto affianco spesso un’ombra
un ospite di tenebra
che ti somiglia di poco,
ha la tua orma e la tua ulna
quando indicavi la luna
e dicevi – è calante. È un impostore
duellante, nei pensieri,
nella genesi della memoria.
Vorrei chiamarlo Padre,
dirgli lasciati vedere com’eri
torna vivo, se lo credi,
dall’irrelativo della cenere.
Giulia Catricalà
da “La rosa sbagliata”
