Fondazione Marisa Bellisario

PADRE

Nella ceramica del ricordo

al tuo volto affianco spesso un’ombra

un ospite di tenebra

che ti somiglia di poco,

ha la tua orma e la tua ulna

quando indicavi la luna

e dicevi – è calante. È un impostore

duellante, nei pensieri,

nella genesi della memoria.

Vorrei chiamarlo Padre,

dirgli lasciati vedere com’eri

torna vivo, se lo credi,

dall’irrelativo della cenere.

Giulia Catricalà

da “La rosa sbagliata”

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1 commento su “PADRE”

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