di Luciana Soriano *

Era il 1998 quando fui insignita dell’autorevolissimo Premio Marisa Bellisario per il lavoro di ricerca relativo alla mia tesi di laurea in Ingegneria elettronica sul radar per la rilevazione delle mine antiuomo.

Fin da allora compresi dell’importanza e del significato del Premio, che andava oltre un semplice riconoscimento di un lavoro di ricerca, ma portava dietro la consapevolezza e l’onestà intellettuale di portare avanti un progetto comune, che fosse di stimolo non solo per me ma anche per le ragazze che si avvicinavano a un percorso di studi lungo e complesso e considerato ancora molto “maschile” come quello di Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni.

Dopo una breve esperienza nel mondo della ricerca universitaria che fu molto formativa e soddisfacente per i contenuti, seppur mal retribuita, iniziai a lavorare nel settore delle telecomunicazioni presso due grandi aziende di telecomunicazioni italiane e in particolare su progetti di reti interne alle aziende, principalmente banche.

Nel 2000 una donna, anche lei Premio Bellisario, mi propose di lavorare con lei in banca e iniziai la mia attività nel mondo della finanza Italiana, prima a Roma e poi a Milano. La laurea in Ingegneria costituiva un vantaggio soprattutto nella comprensione di strumenti complessi composti da derivati (l’equazione di Black-Scholes che è il punto di partenza per la valutazione del prezzo dei derivati è infatti un’equazione differenziale alle derivate parziali) e l’esperienza Milanese si rivelò molto interessante e certamente all’altezza delle altre piazze internazionali che ho scoperto successivamente.

Da Milano, decisi di fare un’esperienza all’estero, per curiosità e anche per capire in prima persona se le differenze di genere fossero effettivamente più acuite in Italia rispetto ad altri Paesi, come spesso viene evidenziato nei vari studi di settore. Secondo uno studio della Banca Mondiale (Women, Business and the Law 2021), ad esempio, l’uguaglianza di genere è presente solo in 10 Paesi a livello globale: Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo e Svezia. Secondo una ricerca di Catalyst del Giugno 2020 nei servizi finanziari, poche donne raggiungono posizioni di top management e tra i Paesi sotto la media vi è anche l’Italia.

Londra è una piazza veramente internazionale e sofisticatissima e consiglierei a tutte le neolaureate che vogliono entrare nel mondo della finanza di fare una esperienza nella City. Il livello di collaboratori e colleghi è molto alto e le differenze culturali tra persone provenienti da Paesi diversi rendano l’esperienza molto stimolante e affinano la cooperazione tra persone senza pregiudizi.

Da Londra mi sono poi spostata per un breve periodo a Montecarlo e poi in seguito a Parigi, dove sono al momento, e mi fa piacere segnalare che la Francia è tra i Paesi che hanno raggiunto quota 100 nel report della Banca Mondiale. Sono certa che l’Italia, con particolare riferimento a Milano, fra qualche anno non sarà da meno.

*Relationship Manager, International Desk, Credit Suisse Luxembourg, Filiale di Parigi