Fondazione Marisa Bellisario

LOTTA ALLA VIOLENZA: L’ORIZZONTE PIÙ IMPELLENTE

di Martina Semenzato*

La lotta alla violenza di genere è “l’orizzonte più impellente”. Lo testimoniano i recenti fatti di cronaca.

Ogni volta sembra che non abbiamo imparato niente.

Ogni volta restiamo sgomenti.

Ogni volta dobbiamo ricordare che i femminicidi colpiscono la coscienza civile del nostro Paese.

Una Commissione che mi onoro di presiedere, ma non nascondo anche l’onere e il peso quotidiano della sofferenza.

Ho una legge istitutiva che mi dà indirizzi su come operare, ho a disposizione norme, numeri, casi e sentenze a cui fare riferimento.

Eppure tutto questo non mi è sufficiente a identificare lo strumento giusto per una narrazione diversa.

Sì questo è il punto focale: la violenza di genere deve avere una nuova narrazione che riparta dal ruolo centrale della donna in questa società.

Il tema cruciale resta quello della violenza economica. Il 62% delle donne vittime di violenza non ha indipendenza economica. Gli uomini esercitano il loro potere anche così: negando la possibilità alle donne di scegliere e di essere libere.

È allo studio della Commissione l’adozione di misure che consentano alla donna di raggiungere quell’indipendenza economica che spesso costituisce un freno alla denuncia. Un obiettivo che va di pari passo con quello della riforma dell’educazione all’indipendenza economica, già oggetto di un ordine del giorno, che ha avuto parere favorevole del Governo.

Insistere nel valorizzare il lavoro femminile e gettare le basi per la loro indipendenza economica è fondamentale: uguaglianza economica, lavoro, gender pay gap, politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il lavoro è l’elemento che costruisce la dignità delle persone.

Accanto alla questione dell’indipendenza economica, è fondamentale lavorare su una preventiva ed efficace valutazione e gestione del rischio di letalità, di reiterazione e di recidiva.

In Commissione stiamo lavorando con una serie di audizioni finalizzate ad acquisire pareri qualificati da parte dei vertici delle Forze dell’Ordine, capi degli uffici legislativi, magistrati, avvocati ed esperti in materia, per lavorare alla realizzazione di un “Testo Unico” della violenza di genere.

L’obiettivo è raccogliere le normative esistenti nell’ottica di una maggiore intellegibilità e semplificazione, così da agevolare le Forze dell’Ordine e degli operatori del diritto nell’applicazione delle norme a tutela delle vittime vulnerabili.

Una novità assoluta nel contesto nazionale e internazionale. Un obiettivo ambizioso ma indispensabile e non più rinviabile. Non è un lavoro semplice ma possiamo essere un esempio virtuoso anche per gli altri Paesi.

Rete e prevenzione. Solo attraverso un nuovo processo culturale e sociale possiamo pensare di destrutturare femminicidio e violenza di genere.

Sono 17 i casi di femminicidio dall’inizio dell’anno ma non riduciamo il fenomeno ai soli numeri. Dobbiamo andare oltre. Dietro una vittima di violenza c’è una donna, una famiglia, una storia.  Occorre un nuovo patto di corresponsabilità, è fondamentale: famiglia, scuola, società civile e politica.

Solo cambiando metodo possiamo pensare di intervenire in maniera veramente radicale. Cultura del rispetto e nuovi strumenti educativi a più livelli.

*Presidente Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.

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