Fondazione Marisa Bellisario

LA SFIDA DEGLI ITS

Intervista ad Antonietta Zancan, esperta del settore Istruzione Tecnica superiore (ITS)

a cura di Rosa Musto*

Da tempo impegnata nel settore ITS, Antonietta Zancan è Dirigente dell’Ufficio V dell’Istruzione Tecnica Superiore (ITS) presso la Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione del Ministero Istruzione (MI). Si occupa di ITS già dal 2011, in qualità di Dirigente scolastico presso l’Istituto Tecnico Statale del Settore tecnologico “J.F. Kennedy” di Pordenone, centro di eccellenza per le attività di sperimentazione e innovazione, conseguendo riconoscimenti e premi nazionali e internazionali. È stata Vicepresidente e membro della Giunta esecutiva della Fondazione ITS di Pordenone e attualmente è anche membro del Tavolo tecnico nazionale paritetico per il sostegno e il coordinamento delle attività di monitoraggio e valutazione dei percorsi ITS, rappresentante del MI al Tavolo Tecnico Nazionale di supporto all’Organismo tecnico per l’apprendistato, coordinato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e componente del Gruppo di lavoro costituito presso il Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali del MI, per le produzioni RAI relative agli ITS.

Quale futuro per gli ITS? È vero che tra fine febbraio e inizio marzo per gli Istituti Tecnici Superiori arriverà la riforma prevista dal Pnrr? 

Il sistema ITS è oggi al centro dell’agenda del Ministro dell’Istruzione e delle previsioni all’interno del PNRR con interventi sia di riforma sia di investimento. Attualmente, il provvedimento trasmesso dalla Camera è all’esame della 7° commissione Istruzione del Senato e a marzo è attesa l’approvazione della riforma degli ITS, che otterranno così un meritato up-grade con il pieno inserimento nel sistema terziario dell’istruzione. Gli ITS offrono opportunità formative all’avanguardia che mettono in luce, nei vari profili in uscita, il contributo anticipante in termini di crescita e qualità delle competenze, oltre che nell’uso di strumenti avanzati per l’Industria 4.0. Rispondono alle sfide lanciate dal continuo cambiamento del lavoro e sono un modello di laboratorio attivo e flessibile capace di integrare, in modo strutturato, la collaborazione con le imprese, in un contatto diretto con loro per sviluppare innovazione e nuove competenze, richieste dal mercato del lavoro.

La normativa in cantiere riscrive quella del 2008 e quindi quale sarà secondo lei la nuova governance nazionale degli ITS?

Il nuovo testo su cui sta lavorando in Senato presso la 7° Commissione, valorizza la capacità formativa delle imprese che svolgono un ruolo determinante nelle Fondazioni ITS: insieme ai partner progettano percorsi per figure di alto profilo tecnico, intrecciate con le skills richieste nei vari settori produttivi in evoluzione – ivi compresi quelli emergenti – nella loro diversificazione territoriale. Dalle imprese arriva il 50% dei docenti, con esperienza specifica nel settore produttivo correlabile all’area tecnologica di riferimento dell’ITS, che svolgono l’attività formativa aumentando la soglia del 60% del monte orario complessivo. Lo stage in azienda è obbligatorio, e consente di traferire il know-how specifico di ciascun profilo, prevedendo che venga incrementato del 30% o 35% del monte orario complessivo.

Sarà prevista una pianificazione dei finanziamenti e un programma, tali da garantire e consolidare ITS che dimostrano credibilità, capacità progettuale e accusabilità per i propri studenti?

È prevista una stabilizzazione e una pianificazione delle risorse assegnate, nell’ambito di un programma triennale definito con decreto attuativo. La dotazione del fondo ordinario andrà a finanziare prioritariamente i percorsi, al fine di incrementare l’offerta formativa degli ITS su tutto il territorio nazionale e rafforzerà le dotazioni strumentali e logistiche degli ITS. Quote del fondo sono riservate anche alle misure di sistema per l’orientamento, all’anagrafe degli studenti, alla banca dati, al monitoraggio, alla valutazione dei percorsi e alle borse di studio, in favore degli studenti.

La quota di finanziamento premiale, in misura non inferiore al 30%, andrà a riconoscere i risultati degli ITS più performanti in termini di percentuale dei diplomati, di tasso di occupazione coerente e di apprendimento duale. Nell’ambito delle risorse premiali saranno valorizzati gli ITS più attrattivi per le studentesse (pari opportunità) e quelli che si organizzeranno in campus multiregionali della stessa area tecnologica o in campus multisettoriali di aree e ambiti diversi.

Il programma di impegno delle risorse finanziarie, in prima istanza, quando e cosa andrà a finanziare per lo sviluppo degli ITS?

Il PNRR mette a disposizione 1,5 miliardi per gli ITS. Il primo obiettivo prefissato dal Ministero è di incrementare del 100% il numero di studentesse e studenti iscritti a questi percorsi post diploma che offrono una formazione tecnica qualificata e in linea con le richieste del mondo del lavoro. In particolare, s’intende rafforzare il sistema ITS attraverso il potenziamento del modello organizzativo e didattico e la costruzione di una rete nazionale degli Istituti Tecnici Superiori ben strutturata e radicata nel tessuto produttivo. Al contempo, si affida al sistema ITS l’impegno di formare le competenze avanzate, necessarie nei processi di innovazione, facendo crescere soggetti attivi che sappiano essere protagonisti del cambiamento e capaci di mettersi al servizio di una società che deve prosperare.

*Dirigente tecnico Ministero dell’Istruzione ed esperta di comunicazione pubblica istituzionale

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17 commenti su “LA SFIDA DEGLI ITS”

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