Fondazione Marisa Bellisario

LA LIBERTÀ DELLE DONNE IRANIANE

di Margherita Boniver*

Non si placa la protesta nelle piazze iraniane dopo la morte in custodia della polizia “morale” della 22enne Mahsa Amini, rea di aver indossato il velo in modo inappropriato.

É la generazione Z che questa volta, capeggiata da migliaia di donne che danno fuoco al velo e si tagliano i capelli, manifesta il proprio sdegno in decine e decine di città. La novità non è la repressione, implacabile, che ha già lasciato per strada innumerevoli vittime, ma la solidarietà dei tantissimi uomini che protestano accanto alle loro compagne.

Temo ci sia poco da sperare: il “regime change” spesso evocato nel dibattito internazionale e sempre archiviato, non appare all’orizzonte. La dittatura degli Ayatollah che dura da oltre 40 anni ha ramificazioni solide in ogni rivolo della società iraniana che governa con spietata maestria.

Soprattutto le sfide internazionali più in evidenza, l’invasione russa dell’Ucraina in primis, la crisi energetica per noi europei, l’inflazione e la possibile recessione, le incertezze delle elezioni mid-term in USA, lasciano sullo sfondo i tentativi di rianimare il trattato sul nucleare iraniano del 2015.

Eppure, le sacrosante grida di protesta per la libertà negata meriterebbero una risposta più incisiva e coordinata da parte occidentale, in primo luogo europea. Per esempio con il ritiro dei loro ambasciatori.

Oggi, l‘Italia post voto in attesa della formazione del nuovo esecutivo, difficilmente può prendere iniziative più incisive. Ecco quindi la necessità e urgenza adesso dei partiti politici, delle ONG, delle associazioni femminili di fare sentire alta e forte la voce della solidarietà con le nostre sorelle iraniane

Sono sicura che la Fondazione Bellisario guidata da Lella Golfo, con le centinaia di associate, darà il suo convinto sostegno. La libertà degli individui, la libertà delle donne, soprattutto, ovunque vengano calpestate, nei tribunali USA , così come nel caso del delitto di onore commesso nelle campagne emiliane con il massacro di Saman da parte della sua famiglia, va difesa senza incertezze sempre e ovunque.

*già Ministro e Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri

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5 commenti su “LA LIBERTÀ DELLE DONNE IRANIANE”

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