Fondazione Marisa Bellisario

LA GUERRA E I SEMI DEL RISENTIMENTO

di Sakinah Hosseini*

Un famoso detto attribuito a Marco Tullio Cicerone recita: «Una pace ingiusta è migliore di una guerra giusta».
La guerra non è solo sparatorie e bombardamenti, la guerra non è solo armi e carri armati: quando un proiettile viene sparato non colpisce solo il corpo di un essere umano ma anche il cuore di un bambino o il cuore di una madre. Esso, nel ferire sentimenti e emozioni, sparge i semi del risentimento.

Il risentimento della guerra e dei suoi orribili effetti abbraccia molte generazioni e il ciclo della violenza ruota attorno alla vendetta.

Per capirlo in modo chiaro, date un’occhiata all’Afghanistan o ad alcuni Paesi sbranati dalla guerra. Il ciclo di violenze e conflitti in questo Paese non si fermano da anni, le infrastrutture del Paese sono state distrutte e nel 2022 persino la sua capitale è senza elettricità. I mezzi di comunicazione sono pessimi. La disoccupazione e la povertà hanno raggiunto il loro apice e centinaia di altri problemi.

Ma ciò che provoca più dolore è l’esistenza di migliaia di famiglie di vittime della guerra, orfane, senzatetto e donne oppresse che hanno perso i loro familiari in guerra e a loro si aggiungono le migliaia di sfollati interni che si sono rifugiati in altre città a causa della guerra o della fame e della disoccupazione e sono disposti a vendere i propri organi oi propri figli in cambio di un pezzo di pane.

Naturalmente, la povertà ha molti effetti dannosi e, tra questi, l’essere assorbiti da gruppi terroristici è uno dei suoi effetti più pericolosi.
Potrebbe non esserci un grande conflitto armato oggi in Afghanistan, ma non c’è neanche sicurezza, non c’è speranza. Ne è testimone l’enorme afflusso di immigrati in Iran, Pakistan e altri Paesi.
La sicurezza non è solo assenza di guerra.
La pace, come le conquiste delle donne per migliorare la loro condizione, si costruisce ogni giorno come ci insegna il quotidiano lavoro della Fondazione Bellisario. Un grazie dal profondo del cuore a voi tutte, sorelle, per l’aiuto che ci date.

*Eletta nel Consiglio della Provincia di Herat, Rifugiata in Italia

3 commenti su “LA GUERRA E I SEMI DEL RISENTIMENTO”

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