di Nicoletta Ferrari*

Il 18 novembre scorso si è tenuta a Verona, presso la Camera di Commercio, la Tavola Rotonda dal titolo “Agenda 2030. Obiettivo 5. Missione possibile?” organizzata dalla delegazione di Verona della Fondazione Marisa Bellisario assieme al Comitato dell’Imprenditoria Femminile cittadino. Al confronto partecipavano esponenti dell’economia e delle professioni, in un’ottica di concretezza fornita da dati statistici e da strumenti di sostegno.

L’evento, molto partecipato, ha inteso porre l’accento sulla necessità di potenziare l’imprenditoria femminile come volano di crescita per tutto il Paese, acceleratore di occupazione, forma di autorealizzazione personale e strumento di indipendenza economica, vaccino contro la replicazione di stereotipi e contro una prevaricazione economica che spesso si manifesta nei nuclei familiari, trasformandosi talvolta in vera violenza.

Il tessuto economico veronese, con 19.462 imprese femminili registrate pari al 20% del totale, pur presentando un buon tasso di femminilizzazione, in linea con il dato nazionale, è comunque lontana dagli obiettivi posti dal PNRR e dalla strategia nazionale per la parità di genere 2021-26, che si pone l’obiettivo di portarlo al 30% delle imprese attive.

Lo strumento che permetterà di raggiungere il target è il Fondo impresa donna, fortemente voluto dalla Fondazione Bellisario in seno alla task force consultiva nominata dalla Ministra Bonetti, per cui sono già stanziati 40 milioni che verranno incrementati di ulteriori 400 milioni a valere sui fondi del PNRR destinati a contributi a fondo perduto e a finanziamenti agevolati per la nascita e il consolidamento delle imprese al femminile e la diffusione della cultura imprenditoriale di genere.

A questo si affiancano i percorsi di certificazione della parità salariale e della parità di genere legate a un percorso di premialità, per esempio, nel punteggio degli appalti, a sgravi contributivi e all’accesso ai bandi legati al PNRR.

Entrambe le misure saranno tuttavia realmente efficaci se, come auspicato dalla Presidente Lella Golfo, saranno oggetto di divulgazione estesa e soprattutto se l’accesso non sarà complicato da pastoie burocratiche.

L’appello è quindi rivolto alle associazioni imprenditoriali di categoria affinché facciano squadra, anche con la Fondazione Bellisario, e siano acceleratori di cambiamento.

*Avvocata