di Nicoletta Castagna*

La Calabria ha trionfato alla sesta edizione delle Olimpiadi di robotica grazie all’ideazione di un drone impollinatore che ha lo scopo di salvaguardare la vita delle api e di un rover per ottimizzare il processo di irrigazione dei campi.

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, il 14 Dicembre, nell’ambito della cerimonia di premiazione di 30 giovani “Alfieri della Repubblica” ha riconosciuto il merito all’azione collettiva dell’Istituto Tecnico statale per geometri di Vibo Valentia per l’importante progetto di intelligenza artificiale.

A ritirare la targa è stata la Dirigente Mariagrazia Gramendola che ha espresso il suo riconoscimento al team di studenti che hanno progettato i due prototipi.

La competizione di rilievo nazionale – ideata dalla Scuola di Robotica con il patrocinio del Miur – è inserita nell’ambito del programma annuale per la valorizzazione delle eccellenze dedicata a studenti provenienti da istituti secondari superiori. Il contest si pone l’obiettivo di «promuovere, incoraggiare e sostenere le potenzialità formative della robotica con particolare riferimento alle materie Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics)». Tema principale dell’edizione 2019/20 è stato l’ambiente e i progetti presentati si sono distinti per soluzioni eco-sostenibili. Il team vibonese ha trionfato nella categoria Aria, piazzandosi al primo posto con il progetto “Green Bot” ovvero un prototipo ideato con lo scopo di salvaguardare la vita delle api svolgendo tre ruoli fondamentali: impollinazione automatizzata delle piante attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e machine learning; analisi dei campi interessati per misurare il livello di pesticidi presente nella vegetazione; azioni mirate del robot nei campi ad alto rischio di mortalità per gli insetti ambientali. La fase finale della competizione, prevista a Genova, prevedeva l’ideazione, progettazione, costruzione e relativa programmazione di un prototipo di robot in grado di svolgere sempre le stesse funzioni rivolte al miglioramento delle condizioni ambientali del pianeta, implementato da ore e ore di formazione aggiuntiva da parte degli esperti della Scuola di Robotica. L’hackathon finale ha visto il team impegnato nella realizzazione di sensori costruiti interamente dai ragazzi con tecniche di machine learning e intelligenza artificiale, utilizzate per la gestione dei dati rilevati dei robot e per la gestione del prototipo stesso.

Dalla collaborazione in “Alleanze”, il team arriva a realizzare un rover per ottimizzare il processo di irrigazione dei campi. Dotato di un sensore (costruito artigianalmente dagli allievi), il rover rileva il livello di quantità dell’acqua nel terreno attraverso due sonde che ricevono e inviano “impulsi di corrente”. Il contatore Geiger (o camera di ionizzazione) ha la funzione di effettuare delle scansioni verificando se sotto il terreno c’è la presenza di materiali radioattivi. La parte più complessa da sviluppare è stato il machine learning che svolge due compiti cruciali per il rover: capire quando il livello dell’acqua nel terreno è bassa, tenendo conto delle previsioni del meteo locale, e in secondo luogo, spostarsi autonomamente nel terreno, evitando gli ostacoli presenti nel percorso e riuscire infine a tornare nella sua base. I ragazzi hanno anche sviluppato un’app che permette di tenere conto delle previsioni e dei movimenti del machine learning, decidendo se anticipare o posticipare l’irrigazione».

«La tenacia del gruppo – ha commentato soddisfatta la Dirigente scolastica Maria Gramendola – è stata determinante per il raggiungimento del risultato finale e tutta la scuola gioisce per una vittoria che ha il sapore di riscatto per un intero territorio».

 

*Delegazione Calabria Fondazione Bellisario