A cura del Gruppo Giovani della Fondazione Marisa Bellisario

Allinterno della Missione 4 del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza sono indicate le linee guida per il “Potenziamento dei servizi di istruzione dagli asili nido alle università” con un elenco di obiettivi rivolto a tutte le fasce di istruzione.

Tra questi, abbiamo approfondito quello relativo agli Istituti Tecnici Superiori, percorsi post diploma che offrono una formazione tecnica altamente qualificata per entrare nel mondo del lavoro, realizzati in collaborazione con imprese, università, centri di ricerca ed enti locali al fine di sviluppare nuove competenze nelle aree tecnologiche considerate strategiche per lo sviluppo economico e per la competitività del Paese.

Gli ITS sono nati quasi dieci anni fa per dotare il nostro Paese di un segmento formativo post-diploma che affiancasse la scelta universitaria e che in quasi tutta Europa è centrale.

La strategia prevista mira a rafforzare il sistema degli ITS attraverso il potenziamento del modello organizzativo e didattico (integrazione offerta formativa, introduzione di premialità e ampliamento dei percorsi per lo sviluppo di competenze tecnologiche abilitanti – Impresa 4.0) oltre a consolidarne la presenza nel sistema dell’istruzione terziaria professionalizzante e nel tessuto imprenditoriale dei singoli territori.

La Riforma prevede inoltre un’integrazione dei percorsi ITS con il sistema universitario delle lauree professionalizzanti e mira alla creazione di network con aziende, università e centri di ricerca tecnologica/scientifica, autorità locali e sistemi educativi/formativi su tutto il territorio italiano.

Il coordinamento fra scuole professionali, ITS e imprese sarà assicurato replicando il “modello Emilia Romagna” dove collaborano scuole, università e imprese socie dell’associazione.

Con questo progetto si perseguono cinque obiettivi:

– incremento del numero di ITS;

– aumento degli attuali iscritti del 100% (18.750 frequentanti e 5.250 diplomati l’anno);

– potenziamento dei laboratori con tecnologie 4.0;

– formazione di docenti capaci di progettare programmi formativi adeguati ai fabbisogni delle aziende locali;

– sviluppo di una piattaforma digitale nazionale per le offerte di lavoro rivolte agli studenti in possesso di qualifiche professionali.

L’attuazione del piano sarà gestita del Ministero dell’Istruzione in collaborazione con gli enti di formazione professionale e del Ministero dell’Università e della Ricerca e grazie a un investimento di 1,5 miliardi di Euro.

Confidiamo che questa riforma, pensata per connettere i giovani alle professioni effettivamente richieste dalle aziende, trovi un’efficace realizzazione sui territori.