A cura della Delegazione Puglia della Fondazione Marisa Bellisario

Maxima, regina consorte dei Paesi Bassi, ha da sempre vissuto il mondo della finanza grazie ai suoi studi e a un lavoro di prestigio in una banca internazionale a New York prima del regale matrimonio. Dal 2009 Special Advocate del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Finanza Inclusiva per lo Sviluppo (UNSGSA), ha lavorato in tutto il mondo per rendere i servizi finanziari accessibili a tutti, compresi i gruppi a basso reddito e le piccole e medie imprese, e quindi aumentare le loro possibilità di sviluppo economico e sociale. Dal 2011 è Patrono Onorario del G20 Global Partnership for Financial Inclusion (GPFI) e si impegna, tra l’altro, a promuovere le attività del G20 nel campo della finanza inclusiva.

Ebbene sì, Maxima ha le giuste competenze per portare avanti questi temi e creare una nuova idea di regina e questi skills l’hanno resa protagonista del G20 Rome Summit del 30 e 31 ottobre. Incisivo il suo discorso all’evento collaterale del G20 Rome Summit: “Supporting SMEs and women-owned businesses to build forward better”.

La Regina si è posta degli interrogativi: «Ma stiamo facendo abbastanza per sostenere le PMI? Consideriamo i bisogni specifici delle donne? Forniamo loro gli strumenti giusti che consentano di aumentare la produttività e ricostruire più forti?». Le sue soluzioni si incentrano su tre aree di azione: digitalizzazione, investimento in competenze e capacità, accesso ai finanziamenti. Ha riconosciuto l’enorme contributo che le PMI danno alle nostre società ed economie, fornendo un reddito a milioni di famiglie.

Infatti, le PMI contribuiscono per due terzi al reddito di ogni nazione e oltre la metà dell’occupazione mondiale. Tuttavia, circa la metà di loro non ha accesso al credito e il loro accesso ai mercati e alle infrastrutture continua a rappresentare una sfida. Inoltre, le Piccole e Medie Imprese sono tra le più colpite dal Covid-19: gli effetti variano ovviamente a seconda del settore e delle dimensioni, ma le PMI di proprietà femminile e le imprese più piccole e informali hanno sofferto di più.

Le sue conclusioni hanno portato a far sì di essere tutti uniti per prevenire la povertà, la disuguaglianza e rafforzare la sostenibilità, chi può maggiormente contribuire in questa impresa sono le PMI. Bisogna migliorare l’intero ecosistema finanziario, come i sistemi di segnalazione del credito e i regimi di insolvenza ed ovviamente cogliere le opportunità della tecnologia. Pertanto, bisogna aumentare le capacità e le prospettive delle PMI. È necessario aiutarle a crescere, incrementando la digitalizzazione, investendo nelle competenze e migliorando l’ecosistema finanziario. PMI più forti sono essenziali per una crescita inclusiva, equa e sostenibile.