Fondazione Marisa Bellisario

COME GLI STUDI STEM TRASFORMANO I SOGNI IN REALTÀ

di Giuseppina Di Foggia*

Mi capita di svegliarmi con un’idea, una di quelle intuizioni che a volte vengono durante la notte. Se l’idea continua a frullarmi in testa potrebbe essere una buona idea. Allora, inizio a pensare a come trasformarla in un progetto concreto, qualcosa che si possa realizzare. Questa è la mia indole, che condiziona le scelte che faccio ogni giorno: immaginare il modo di migliorare le cose e metterlo in pratica.

Sono partita parlando di una mia caratteristica, perché mi attengo al principio “leading by example”.

Ho scelto di studiare Ingegneria elettronica perché sembrava un modo concreto di pianificare il mio futuro. Eppure di passioni ne avevo: la moda, il design, la musica… mondi più affascinanti di un laboratorio di fibre ottiche o antenne. Con questo non voglio dire che bisogna mettere da parte le passioni. Eh, no. Una volta che ti metti a studiare per anni una disciplina, ad approfondire, a specializzarti, allora ti ci devi appassionare. È proprio quello che mi è successo: man mano che scavavo in profondità, entravo in mondi sconosciuti. E l’entusiasmo è arrivato, mi sentivo parte di una comunità a cui pochi avevano accesso.

Il seguito è venuto naturalmente: passare giornate in un laboratorio che sviluppa tecnologie innovative, che guarda avanti immaginando il futuro e poi contribuisce a renderlo possibile, è un’esperienza unica e inebriante.

Questa è in breve l’essenza del mio percorso ed è il motivo per cui mi sento impegnata a promuovere gli studi STEM nelle nuove generazioni.

Recentemente abbiamo applicato in Nokia la ricetta di cui vi ho parlato, con ragazze e ragazzi di scuola superiore, nell’Innovation Hub di Vimercate, il nostro “incubatore di sogni”. Abbiamo simulato una start-up, dall’idea iniziale alla commercializzazione del prodotto e fatto toccare con mano agli stagisti i mestieri del futuro: abbiamo dato loro una prova di cosa potrebbero realizzare, se scegliessero un percorso di studio tecnico/scientifico: robotica, progettazione hardware e software, campagne di marketing, valutazione economico/finanziaria di un progetto, analisi costi/benefici e impatto ambientale. Insomma, guardate un po’ quante cose straordinarie sarebbe possibile fare.

Ma vediamo la cosa da un’altra angolazione. È come se avessimo chiesto ai ragazzi: vi incuriosisce la tecnologia, vi piacciono i videogiochi, vi attira la creatività? Ebbene, tutto questo è nelle vostre mani; potrete immaginare, progettare, realizzare. Quando entri in questo terreno agisci sul piano emozionale… e il gioco è fatto.

Concretezza e passione devono andare insieme, è questa la ricetta per l’eccellenza.

I ricercatori sono sognatori e questo i ragazzi al principio non lo avevano capito. Dopo un mese lo hanno interiorizzato e farà parte del loro bagaglio per gli anni a venire. Abbiamo ideato questo percorso partendo dall’esperienza mia e di altri colleghi, tutto qui.

La tecnologia è arida? Niente di più sbagliato. Galileo diceva che Dio ha scritto il libro della natura nella forma di un linguaggio matematico… Non siete d’accordo?

Il mio impegno continua: nella nuova sede di Roma apriremo un demo center per rendere visibile e accessibile la tecnologia a clienti e partner e, naturalmente, anche agli studenti.

*CEO e Vice Presidente Nokia Italia

 

 

7 commenti su “COME GLI STUDI STEM TRASFORMANO I SOGNI IN REALTÀ”

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