Fondazione Marisa Bellisario

OTTIMISMO O PESSIMISMO SUL FUTURO?

di Paola Tommasi*

Il quadro macroeconomico è stato delineato lo scorso 3 febbraio dalla Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, a margine della consueta riunione del Consiglio direttivo del primo giovedì del mese. L’inflazione nell’eurozona, che a gennaio 2022 ha raggiunto il 5,1% contro una media di molto inferiore al 2% negli anni precedenti, resterà alta più a lungo di quanto ci si aspettasse in precedenza, ma scenderà nel corso del 2022. Anche perché, è la sintesi del ragionamento di colei che è succeduta a Mario Draghi alla guida della Bce, l’economia è sempre meno colpita dalle ondate della pandemia e i fattori che frenano la produzione e i consumi dovrebbero gradualmente attenuarsi, consentendo a famiglie e imprese di riprendersi. Resta il fatto che, a oggi, gli alti costi dell’energia stanno danneggiando i redditi e rischiano di frenare la spesa, così come la crescita del Pil nel primo trimestre dell’anno in corso risente ancora dell’ultima ondata della pandemia.
L’interrogativo che più ci si pone tra gli economisti, dunque, è questo: “Ottimismo o pessimismo sul futuro?”. Le previsioni di crescita dell’economia, anche in Italia, prima della scorsa estate erano state, da parte di tutti, più che positive. Ma l’entusiasmo è stato frenato subito dopo dal dipanarsi degli eventi. Inflazione e pandemia, appunto, che avranno il loro trascinamento anche sui primi mesi del 2022. Che succederà dopo? Probabilmente l’effetto degli ultimi eventi avversi sarà mitigato anche dai risultati del Piano “Next generation EU”, di forte stimolo all’economia e, di conseguenza, al mondo del lavoro. Per cui il morale resta alto negli istituti di previsione, e anche questo è un buon segnale che incide sulla fiducia di famiglie e imprese, da cui dipendono consumi e investimenti.
Ancor di più, in Italia, cominceranno a vedersi gli effetti del PNRR sull’imprenditoria femminile, che ne beneficia in maniera trasversale visto che ad essa è riservata una quota parte di tutte le principali missioni del Piano, dal verde all’innovazione, dall’agricoltura al turismo. In particolar modo, è stato costituito, presso il Ministero dello sviluppo economico, il Comitato Impresa Donna, tra le cui attribuzioni rientra proprio quella di formulare raccomandazioni relative allo stato della legislazione e dell’azione amministrativa, nazionale e regionale, in materia di imprenditorialità femminile e sui temi della presenza femminile nell’impresa e nell’economia. Per essere certi che quello che ci spetta ci venga dato.
Se le donne e le imprese fondate e/o gestite da donne sono quelle che più hanno sofferto la pandemia, il lockdown, lo smartworking e, ultimi ma non ultimi, gli effetti degli aumenti dei prezzi, soprattutto dell’energia e del settore alimentare, così, specularmente, saranno le stesse donne a beneficiare del “rimbalzo” dell’economia. Se davvero ci sarà.

https://www.mise.gov.it/images/stories/normativa/DM_comitato_impresa_donna_19_072021_signed.pdf

*Giornalista

6 commenti su “OTTIMISMO O PESSIMISMO SUL FUTURO?”

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