Fondazione Marisa Bellisario

DONNE PER LA PACE E LO SVILUPPO, UN W7 ITALY CRUCIALE PER L’UE

di Annamaria Tartaglia*

Ci avviciniamo al passaggio di consegne dal Giappone all’Italia di un testimone che vedrà l’Italia guidare un G7 che si concentrerà sulle dinamiche post globalizzazione improntate alla pace e alla riduzione delle disuguaglianze sociali ma dove le politiche inclusive saranno centrali per una transizione economica finanziaria contraddistinta da politiche monetarie meno restrittive.

Il Comunicato del W7 Giappone 2023 consegnato nelle mani del Primo Ministro Kishida alla presenza anche di Martina Rogato, Co Chair W7/G7, è stato finalizzato grazie al contributo di esperte ed esperti espressione della società civile di 38 Paesi, comprese le rappresentanze delle associazioni giovanili.

È lo stesso comunicato che dà significato a questo passaggio di consegne quando sottolinea come  la pace sia qualcosa di più dell’assenza di guerra ma necessiti un impegno deciso e mirato a smantellare la violenza strutturale e l’ingiustizia che emarginano alcuni gruppi di persone, in particolare le donne e le ragazze.

Ed è da questa evidenza che si avvieranno i lavori del prossimo W7 certe che a fianco del contributo fondamentale della società civile siano politiche coraggiose e lungimiranti che possono aiutare a costruire un futuro equo, giusto e pacifico in modo sostenibile e che ponga saldamente l’uguaglianza di genere e i diritti delle donne al centro di azioni puntuali dei Paesi G7 e del Grande Sud.

Giappone e Italia, due Paesi che condividono tristemente tendenze demografiche, retaggi culturali patriarcali e un peso del debito molto simili e che hanno visto negli ultimi 20 anni i rispettivi governi prendere direzioni diverse nell’affrontare questi temi.

La società giapponese sulle politiche al femminile ha visto la proposizione prima della cosiddetta Womenomics alla fine degli anni ’90 come un punto di partenza importante per modificare gli stereotipi dei ruoli di genere nei quali era intrappolata culturalmente, e poi, anche grazie al Premier Abe, varare misure in ambito educativo volte a un incoraggiamento verso ragazze e donne a perseguire un’istruzione e una carriera STEM.

L’espansione degli investimenti ESG e il cambiamento di atteggiamento delle giovani generazioni ha degli ultimi anni hanno fatto fare un ulteriore passo avanti con il nuovo modello della Società 5.0 , della Prof.ssa Yuko Harayama che incaricata dal Primo Ministro nel 2016 offre una nuova piattaforma di lavoro per il Governo sulle transizione digitale e le politiche al femminile, e non solo. Partendo dal presupposto che siamo ora in una nuova era, in cui l’innovazione guidata da tecnologie abilitanti come l’IoT, l’IA e la robotica stanno portando cambiamenti significativi nell’economia e nella società, la Prof.ssa Harayama anticipa le tendenze globali, per aumentare il potenziale di crescita del Giappone verso una società umanocentrica, resiliente e sostenibile che parte dal ruolo delle Donne anche rispetto alla trasformazione digitale.

Dopo tutto, i tre fattori determinanti della crescita economica di qualsiasi Paese sono: lavoro, capitale e produttività. Poiché la popolazione italiana si sta riducendo, il capitale è limitato e l’aumento della produttività richiederà tempo a meno che non si adottino rapidamente misure radicali, occorre avviare nuove e coraggiose politiche di sviluppo perché il Paese non solo rischia un ulteriore declino della produttività e del tasso di crescita potenziale, ma anche un abbassamento degli standard sui temi di genere e di abbassamento del tenore di vita. Il FMI ha infatti avvertito che, in assenza di significative riforme strutturali, la situazione demografica deteriorerà ulteriormente ed ancora una volta saranno le donne e le nuove generazioni a pagarne il prezzo più alto.

L’Italia con la Legge Golfo-Mosca ha però dato una grande lezioni al Giappone dimostrando come migliorare significativamente la rappresentanza politica e professionale delle Donne nel pubblico come a catena nell’impresa si può e i risultati raggiunti lo dimostrano, con coraggio e fermezza e mantenendo centrale il ruolo delle Donne nel nostro Paese.

* Comitato W7 Italy

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7 commenti su “DONNE PER LA PACE E LO SVILUPPO, UN W7 ITALY CRUCIALE PER L’UE”

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