di Francesco Di Nitto*

Sono stato ben lieto di ospitare, giovedì 21 luglio, a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, un evento in collaborazione con la Fondazione Marisa Bellisario dedicato alla leadership femminile. “Donne che fanno la differenza” è stato il titolo scelto per questo incontro, a rievocazione del libro dedicato alla storia della Fondazione scritto dalla sua Presidente Lella Golfo.

Ampio spazio è stato dedicato al dialogo tra donne che hanno raggiunto importanti traguardi nelle proprie carriere professionali, tanto da arrivare a ricoprire posizioni di vertice nel campo istituzionale e dell’imprenditoria: Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani; Gabriella Palmieri Sandulli, Avvocato Generale dello Stato; Simonetta Matone, già Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma; Olga Urbani, Amministratore Delegato di Urbani Tartufi. Tra le ospiti della serata vi era anche la giovane scienziata e ricercatrice Teresa Fornaro, prima e unica italiana scelta dalla Nasa per guidare uno dei tre gruppi di ricerca di Perseverance, la sonda arrivata su Marte. Il dibattito è stato moderato da Silvia Vaccarezza, giornalista del TG2.

L’idea di ospitare in Ambasciata un evento dedicato alla valorizzazione dell’eccellenza femminile in collaborazione con la Fondazione Marisa Bellisario va inquadrata nell’ambito dell’impegno della rete diplomatico-consolare italiana per la promozione della parità di genere e dell’empowerment femminile, che rappresentano una priorità per la politica estera del nostro Paese. Ma è nata anche dalla consapevolezza dell’importanza che questo tema riveste per l’attuale pontificato e per il percorso di apertura alle donne che la Chiesa stessa sta seguendo sotto l’impulso di Papa Francesco.

Vorrei citare a questo riguardo alcune parole pronunciate dal Santo Padre al termine dell’Angelus dell’11 ottobre 2020: “Oggi c’è bisogno di allargare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa, e di una presenza laica, si intende, ma sottolineando l’aspetto femminile, perché in genere le donne vengono messe da parte. Dobbiamo promuovere l’integrazione delle donne nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti”.

Ed ecco che Papa Francesco ha recentemente nominato tre donne – di cui una laica – come membri del Dicastero per i Vescovi: esse saranno coinvolte nel processo di selezione dei nuovi pastori diocesani. Un cambiamento profondo che è legato al progetto di riforma della Curia portato avanti in questi anni e recepito nella nuova Costituzione apostolica Predictate Evangelium, nella quale viene ufficialmente prevista la possibilità che laici – e donne – possano essere designati in posizioni apicali nei dicasteri pontifici.

Papa Francesco esorta quindi a rompere quel soffitto di vetro che impedisce alle donne di raggiungere ruoli di leadership e di responsabilità perché il loro contributo, insieme a quello degli uomini, porta risultati migliori a beneficio di tutti.

Le donne devono essere incoraggiate a diventare protagoniste attive dei processi di trasformazione dell’intera società, poiché, grazie alla loro particolare vocazione alla cura, abbracciano un’ottica maggiormente improntata alla solidarietà e alla sostenibilità e possono offrire un contributo determinante alla costruzione di un mondo più giusto ed inclusivo.

Vorrei ringraziare quindi la Fondazione Marisa Bellisario, che da 34 anni opera con grande passione e determinazione con la missione di valorizzare il merito e il talento delle donne, sensibilizzando il mondo dell’economia e delle istituzioni al raggiungimento di condizioni di reali pari opportunità. Ed in questo contesto il racconto delle storie di successo delle “donne che fanno la differenza” è fondamentale affinché si realizzi compiutamente quel cambiamento culturale diventato ormai necessario per il benessere e per la prosperità delle future generazioni.

Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede e il S.M. Ordine di Malta

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