di Mariagrazia Lizza*

La Fondazione Marisa Bellisario Treviso, da una mia proposta, proposta, con il supporto delle referenti provinciali Camilla Menini e Francesca Genovese, ha creato delle serate sul tema del viaggio, visto come modalità per ritrovare se stesse, durante le quali Ulrike Raiser ci ha raccontato delle donne birmane, indiane e africane incontrate durante i suoi viaggi compiuti in autonomia alla ricerca del “non-turistico” nei cinque continenti (Di cui parla nei suoi libri di viaggio, Sola in Alaska. Viaggio nelle terre del lungo inverno e Deviazioni. Storie e luoghi del mondo).

«Condividere con voi le esperienze dei miei viaggi – ci ha detto Ulrike – è stato molto importante, perché un viaggio non finisce mai di insegnare, anche se già finito da tempo.

In Myanmar, le donne sono in cammino verso una maggiore consapevolezza e il confronto con le occidentali in tal senso è importantissimo. Chi viaggia può fare molto, sia in positivo sia in negativo; i viaggiatori devono sempre assumersi le responsabilità delle loro scelte.

Le donne in India sono degli universi colorati pieni di vita ma anche di problemi. Essere donna in India vuole dire scontrarsi con consuetudini per noi inconcepibili. Eppure, anche la consapevolezza delle donne indiane sta spiccando il volo. Ne è un esempio ciò che accade a Vrindavan, la città delle vedove, dove si sta lavorando per cambiare una mentalità maschilista che nega ogni dignità alle donne rimaste senza marito.

Le donne africane, infine, sono delle vere e proprie forze della natura: instancabili, sempre in movimento e sempre sorridenti. Il ruolo della donna come nutrice e produttrice è insostituibile e questo l’uomo africano lo sa bene. Eppure, a tale forza economica della donna non corrisponde un potere sociale e politico effettivo.

Grazie ai viaggi che ho fatto, in generale, sono diventata più consapevole del mio essere donna».

E grazie ai racconti di Ulrike, anche noi abbiamo avuto l’opportunità di toccare con mano la situazione al femminile nel mondo e una volta di più ci siamo rese conto dell’importanza della Fondazione Marisa Bellisario come aggregatrice di esperienze, dall’Italia e da tutto il mondo. La grande partecipazione a questi incontri – e per questo ringraziamo la Presidente Lella Golfo, Giustina Destro e tutte le socie e amiche venete – dimostra come lo scambio d’idee, vissuti, consapevolezze rappresenti una risorsa importantissima.

*Architetto