Fondazione Marisa Bellisario

DA PALERMO AL PARLAMENTO: L’IMPEGNO PER LE DONNE NON SI FERMA

di Mariastella Gelmini*

Lo scorso 6 ottobre ho avuto il piacere di partecipare all’iniziativa “Donna, Economia & Potere”, organizzata a Palermo da Lella Golfo e dalla Fondazione Marisa Bellisario.

Ho preso parte alla tavola rotonda sul tema dei femminicidi e della violenza di genere. È stata una bella occasione di confronto per ribadire, ancora una volta, alle donne che subiscono violenza – fisica, psicologica ed economica – che non sono sole.

È stata una opportunità preziosa anche per indagare a fondo, grazie al contributo di docenti, esperti, Centri antiviolenza e giuristi lì presenti, su quali strumenti mettere in campo per prevenire e contrastare la violenza che ormai non è più un’emergenza, ma un fenomeno endemico, strutturale.

Dall’incontro di Palermo sono rientrata a casa con un bagaglio di testimonianze, esperienze e buone pratiche provenienti dai territori che hanno iniziato, poco a poco, a guidare la mia azione in Parlamento.

Non sempre ce ne accorgiamo, ma ogni giorno facciamo i conti con pregiudizi e stereotipi che non fanno altro che alimentare l’idea di una posizione marginale della donna. Da lì alla violenza il passo è breve e affonda le sue radici in una cultura fatta di discriminazioni, che nega alle donne libertà, dignità, diritti ed uguaglianza. Una cultura che vede le donne come una proprietà, un oggetto, una preda.

Tra pochi giorni, sabato 25 novembre, sarà la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. I numeri ci sbattono in faccia una dura realtà: secondo il Viminale dal 1 gennaio ad oggi si contano più di cento femminicidi. E l’Italia purtroppo si conferma tra i 5 Paesi europei con il numero più alto di donne uccise.

Ma dietro queste cifre ci sono donne. Donne che non hanno avuto la forza o il tempo di denunciare. Donne che hanno denunciato e che lo Stato non ha saputo proteggere. Ci sono anche figli orfani di mamme strappate alla vita in modo atroce: si conta che in Italia, ogni anno, siano circa 200 i minori costretti a subire questo trauma.

Lo scorso 26 ottobre alla Camera è stato approvato il disegno di legge del governo sulla violenza di genere, a cui è stato abbinato un nostro testo presentato in Parlamento a inizio legislatura anche con le colleghe Mara Carfagna ed Elena Bonetti.

Ora il provvedimento è in Commissione Giustizia al Senato e spero che si possa accelerare l’iter il più possibile.

Certo, non ho capito perché in questo primo anno di legislatura la maggioranza non ha mai voluto riprendere il testo (già pronto) approvato dal governo Draghi. A quel provvedimento avevano lavorato tra l’altro anche forze politiche di questa maggioranza.

E sono convinta che se fossimo partiti da lì, invece di ricominciare da capo, non avremmo perso tempo e avremmo sicuramente dato risposte più tempestive alle donne.

Ad ogni modo, Azione non farà mancare neanche al Senato il proprio contributo sul disegno di legge messo a punto dalla ministra Roccella. E non lo farà mancare neppure in vista della legge di bilancio.

Presenteremo infatti degli emendamenti per chiedere più risorse per i Centri antiviolenza e per le Case rifugio, così come chiederemo 6 milioni per il reddito di libertà e 4 milioni per sostenere il micro credito di libertà, indispensabile per l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza.

Infine, voglio raccontarvi brevemente anche quello che, come componente della Commissione Vigilanza Rai, sto portando avanti: è fondamentale il ruolo della Rai per una corretta rappresentazione della figura femminile, lontano da pregiudizi e disparità, e per un contributo reale alla lotta contro la violenza di genere bisogna evitare stereotipi anche nella comunicazione e nella narrazione sul tema, evitando spettacolarizzazione o sensazionalismo. La comunicazione stereotipata sulla violenza di genere è parte del problema. E la Rai su questo può svolgere una vera funzione di servizio pubblico.

* Senatrice e portavoce di Azione

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