Fondazione Marisa Bellisario

LA NECESSITÀ DELL’AUTHORITY PER LA PARITÀ DI GENERE

di Florinda Scicolone*

Come legale di azienda, il dibattito scaturito dalle parole di Elisabetta Franchi ha alimentato in me la convinzione dell’esigenza giuridica in Italia di un’Authority Garante per la tutela della Parità di Genere che vigili e garantisca l’applicazione delle tante normative in materia di parità di genere.

I provvedimenti legislativi contro ogni forma di scelte più meno dai toni non inclusivi aziendali vi sono. Oggi, nelle grandi aziende, infatti, sempre di più, si assiste alla creazione del dipartimento Inclusion & Diversity che ha il fine di porre in essere strategie di buone pratiche per rendere l’ambiente lavorativo favorevole alle donne. Il recovery sostenibile previsto dall’obiettivo numero cinque dell’Agenda 2030, infatti, invita le aziende a realizzare una piena inclusione femminile.

Inoltre, le grandi Imprese hanno obbligo di produrre il Bilancio non finanziario, un documento nel quale vengono evidenziati i dati e politiche che riguardano anche la parità di genere.

Dal momento che in cima all’agenda politica del governo e nel PNRR sono state previste un insieme di riforme strutturali già tradotte e altre pronte a essere tradotte in misure normative che riguardano proprio la parità di genere, credo che questo sia proprio il momento storico propizio perché il Parlamento licenzi una normativa che istituisca l’Authority Garante per la parità di genere.

Nel 2008 alla Camera dei Deputati una Proposta di Legge avente per oggetto l’istituzione di un’Authority Garante per la parità tra uomini e donne, ai sensi dell’art. 51 Costituzione fu presentata per la prima volta in Italia come prima firmataria dall’onorevole Lella Golfo ma, purtroppo, non vide la luce nel cammino parlamentare.

Oggi, la necessità giuridica d’istituire un’autorità che vigili e garantisca l’applicabilità dei provvedimenti normativi in tema di parità di genere risulterebbe, per altro, perfettamente in linea con le indicazioni fornite dall’Unione Europea nella Raccomandazione della Commissione (UE) 2018/951 che, per garantire l’indipendenza degli organismi per la parità nello svolgimento dei loro compiti assegnati, gli stati membri dovrebbero prendere in considerazione elementi quali l’organizzazione di detti organismi, la collocazione nella generale struttura amministrativa, l’allocazione del loro bilancio.

L’analisi interpretativa del paragrafo della Raccomandazione 2018/951 si traduce proprio in quello che nel nostro diritto amministrativo significa autorità garante amministrativa autonoma e indipendente con il fine di vigilare l’applicabilità di tutte le normative nazionali che riguardano la parità di genere. Quindi si potrebbe concludere in un espressione: l’Authority se non ora quando.

*Giurista d’Impresa

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5 commenti su “LA NECESSITÀ DELL’AUTHORITY PER LA PARITÀ DI GENERE”

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