di Cinzia Bonfrisco*

Dopo la morte di Mahsa Amini, accorsa a settembre per mano della polizia morale iraniana, continuano le proteste in Iran, guidate e ispirate dal coraggio delle donne iraniane, nonostante l’inasprimento delle pene inflitte dal regime nei confronti dei protestanti. Non ultimo l’applicazione della pena di morte ad alcuni manifestanti.

Ma il cambio di paradigma non è solo interno all’Iran. L’Unione europea e molte altre organizzazioni multilaterali, fino ad allora tristemente afone nel condannare le tragedie patite dal popolo iraniano, hanno reagito con forza all’ingiusta repressione di coloro che chiedono libertà e dignità, anche attraverso le sanzioni.

In questo senso, giovedì si è compiuto un passo fondamentale per isolare il regime degli Ayatollah sul piano internazionale. Infatti, è stato stabilito che l’Iran è fuori dalla Commissione Onu sulla condizione delle Donne.

La proposta era stata avanzata dagli Stati Uniti e da me al Parlamento Europeo, in una lettera trasversale tra gli europarlamentari indirizzata all’Alto Rappresentante Josep Borrell e all’ambasciatore Olof Skoog capo della Delegazione Ue presso le Nazioni Unite a New York, sia durante il dibattito della seduta plenaria di novembre. È un’iniziativa dovuta e necessaria, nel rispetto di tutte le donne e le ragazze a cui vengono sistematicamente e impunemente negati i diritti e la libertà. Le atrocità commesse dal regime iraniano sono palesemente contrarie ai diritti umani delle donne e delle ragazze e al mandato delle Commissione sulla condizione delle donne presso le Nazioni Uniti.

Questa conquista è il più bel messaggio che potevamo trasmettere alle donne e ragazze iraniane che lottano contro il regime per la loro libertà. E penso che ancora una volta l’Unione europea, specialmente nel momento del Qatargate, il momento politicamente più buio nella Storia delle istituzioni europee, possa trarre una lezione dall’esempio di coloro che in questo momento rischiano la vita per attestare il proprio futuro: i diritti umani sono irrinunciabili e fondano la nostra azione politica e su questo si basa la nostra credibilità nel Mondo e verso i cittadini europei.

I nemici della democrazia, Cina, Russia e alcuni agenti malevoli dell’Islam politico, Iran compreso, minano alla nostra integrità. Proprio per questo il Qatargate è un attacco all’essenza stessa delle nostre istituzioni, dei nostri valori, che assieme agli Stati Uniti promuoviamo.

Troviamo la forza per reagire a quanto accaduto anche in nome di quelle donne e ragazze iraniane che, come i cittadini europei, si aspettano che l’azione dell’Unione europea agisca per il bene e la pace dell’umanità e, all’opposto, sia impermeabile a chi sponsorizza il terrore, la morte e l’oppressione dell’individuo.

*Europarlamentare

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