di Paola Tommasi*

A Giorgia Meloni la prima della Scala ha portato fortuna. Se da un lato si è presa l’influenza per il vestito scollato, come lei stessa ha dichiarato, dall’altro ha definitivamente conquistato la benevolenza di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea.

La simpatia era nata già nel primo viaggio di Meloni a Bruxelles, pochi giorni dopo l’insediamento a Palazzo Chigi, si è consolidata a Milano e suggellata poi al Consiglio europeo della scorsa settimana, dove la premier italiana ha ottenuto il sostanziale via libera alla Legge di bilancio, mettendo tra l’altro a tacere chi aveva osato in qualche modo criticarla.

Le misure più controverse, prevalentemente collegate a uso del contante e pagamenti con bancomat/carte di credito, sono state ritirate dal governo che così ha lanciato un segnale di apertura alla Commissione europea, ricambiato con benevolenza. A questo è servita la due giorni europea della Presidente Meloni, accompagnata dal potente e competente ministro Raffaele Fitto: aprire una stagione di dialogo con le istituzioni UE, senza l’amicizia delle quali nessun governo nel vecchio Continente è destinato a durare.

Una prova di moderazione e di real politik che spaventa la sinistra italiana, che non si aspettava una tale concretezza da Giorgia Meloni ed è quindi rimasta senza argomenti. Anche il dibattito relativo alle prossime primarie del Partito democratico appare svuotato dal comportamento e dalle decisioni istituzionali, europeiste e atlantiche della Premier, che ha colto con responsabilità la grande opportunità che gli elettori italiani le hanno dato. Forse neanche a Bruxelles si aspettavano di rimanere così colpiti da una giovane donna che sa essere cortese e rispettosa senza farsi mettere i piedi in testa. E questo è il frutto della sua lunga gavetta e militanza politica, che si vede in Europa ma anche in Parlamento, dove è di casa in virtù della sua storia e che in questa legislatura più che mai è al centro di ogni scelta, decisione e dibattito. Come è giusto che sia.

*Giornalista

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