Intervista a Chiara Bellon, Direttore Risorse Umane Gruppo Veritas

A cura di Carlotta Vazzoler*

Veritas è la prima multiutility italiana – e una delle pochissime aziende italiane – ad aver ottenuto la certificazione per la parità di genere. Una società per azioni a capitale interamente pubblico che fornisce servizi ambientali ai 51 Comuni soci della Città metropolitana di Venezia e parte della provincia di Treviso, in un territorio di 2.650 kmq, che conta 930.000 abitanti e oltre 50 milioni di presenze turistiche. Un bell’impegno e una forte responsabilità nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti, del servizio idrico integrato, di altri servizi urbani collettivi e della produzione di energia da fonti rinnovabili. Ne parliamo con Chiara Bellon, Direttore Risorse Umane del Gruppo Veritas e socia Fondazione Bellisario di Venezia.

Veritas è un’azienda prevalentemente maschile, dal momento che l’80% dei 3.500 dipendenti del Gruppo è uomo. Ci racconti, Chiara, come avete deciso di intraprendere il percorso della certificazione di genere e come ci siete riusciti?

È un percorso che inizia da lontano, molto lungo e faticoso, ottenuto grazie al lavoro di squadra portato avanti dal gruppo Differenza e Inclusione che presiedo. La parità di genere non si improvvisa: è l’indicatore di sensibilità ed apertura mentale verso il mondo che ci circonda. La certificazione è il frutto delle politiche che l’azienda porta avanti da diversi anni per promuovere la cultura dell’inclusione, la parità salariale, le politiche che favoriscano le pari opportunità, la conciliazione tra i tempi della vita e quelli del lavoro e la promozione tra i dipendenti degli strumenti di flessibilità.

Chiara ci indichi alcune delle azioni concrete che avete adottato e che possono essere prese come spunto per le altre aziende?

Iniziative legate alla genitorialità e alla cura, l’apertura degli sportelli di ascolto e l’avvio dell’attività della Consigliera di fiducia, mentre sta per prendere il via un progetto per favorire il dialogo e la relazione tra le diverse generazioni e studiare modifiche organizzative legate all’incompatibilità tra l’età e alcune mansioni lavorative particolarmente gravose e faticose.

Se andiamo nel dettaglio dei parametri per ottenere la certificazione, quali quelli valutati per ottenerla?

La certificazione ha una validità di tre anni e prevede un monitoraggio annuale. Ora siamo in grado di garantire e documentare – sulla base di dati e obiettivi misurabili, quindi verificabili – che Veritas è un’organizzazione inclusiva, rispettosa di ogni diversità e mette al centro della propria attività le persone, a prescindere dal genere. Vari gli audit che sono stati fatti per arrivare alla certificazione che ha valutato ben trentatre parametri: sette per cultura e strategia, cinque per la governance, sei per i processi legati alle risorse umane, sette per la crescita e inclusione delle donne, tre per l’equità remunerativa e cinque per la tutela della genitorialità. Dobbiamo lavorare sull’indicatore relativo alla presenza delle donne. Anche se per quanto riguarda la parità di genere, siamo in possesso dallo scorso anno della certificazione internazionale Geeis – Diversity, che premia le organizzazioni che considerano elementi strategici la tutela e valorizzazione delle differenze e l’inclusione.

Il 23 novembre 2022 Chiara Bellon parteciperà all’incontro Nuove Prospettive d’Impresa organizzato dalla PMI di Confindustria Venezia e Rovigo in collaborazione con la Fondazione Marisa Bellisario  nella sede Confindustriale di Rovigo per testimoniare come la certificazione di genere sia strumento di crescita e sviluppo per le imprese.

 *Consulente strategica Human Resourses Manager e Delegata Fondazione Marisa Bellisario Venezia

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