Fondazione Marisa Bellisario

VITA D’ATENEO

di Domenico Iannucci e Christian D’Alessandro*

Il corso di quest’anno di Diritto Processuale dell’Esecuzione Penale è stato, per noi studenti del quinto anno dell’università LUISS, un’occasione di crescita e maturazione. Sotto la magistrale direzione della professoressa Paola Balducci abbiamo avuto l’occasione di toccare con mano gli aspetti più profondi e significativi della materia penale. Grazie anche alle testimonianze dei numerosi magistrati invitati a lezione, abbiamo potuto apprendere come quanto noi studenti assorbiamo dal nero dell’inchiostro stampato sui nostri libri possa incidere direttamente sulla vita delle persone.

È stato proprio dopo aver sostenuto l’esame che è sorta in noi l’urgenza di chiedere alla professoressa di concederci l’occasione di organizzare la simulazione di un procedimento penale di sorveglianza. Riteniamo infatti che sia di assoluta importanza, per noi operatori del diritto del domani, iniziare già da oggi a riprodurre quelle che sono le sensazioni e le esperienze che vivremo nelle vere aule di tribunale. La professoressa è stata da subito entusiasta di questa nostra idea e ci ha sostenuti e stimolati nell’organizzazione dell’evento coinvolgendo sia i nostri colleghi di corso che i suoi tesisti e ci ha seguiti personalmente sin dal momento della scelta dei casi da riprodurre.

La nostra attività si è incentrata essenzialmente su due aspetti: il primo, già menzionato, di riproduzione di aspetti processuali, il secondo, didattico, relativo all’illustrazione degli istituti studiati a lezione. Abbiamo provveduto a dividerci in gruppi, assegnando ad ogni partecipante un ruolo, da quello del magistrato di sorveglianza, a quello del presidente del collegio giudicante, fino a quelli del collegio difensivo e della procura generale. Nell’analisi dei casi sottopostici, io e il mio collega, abbiamo provveduto a coordinare i lavori dei vari gruppi e ad apportare le correzioni di volta in volta necessarie indicateci dalla professoressa. Concentrandoci invece sotto l’aspetto dell’organizzazione dell’evento dobbiamo poi riconoscere che la nostra università è stata terreno fertile per la nostra iniziativa: abbiamo avuto immediatamente la disponibilità della splendida aula tribunale presso la sede di Viale Pola e abbiamo avuto riscontri positivi di partecipazione sia dalle associazioni studentesche sia dai colleghi degli altri anni.

Possiamo concludere affermando che per noi è stato un onore poter fornire, nel nostro piccolo, un contributo all’attività didattica del nostro ateneo e speriamo che iniziative di questo genere possano essere prese come esempio anche dagli studenti dei prossimi anni perché in fondo l’ambiente universitario non deve essere incentrato unicamente sull’aspetto nozionistico ma anche sotto quello pratico.

*Studenti LUISS

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