Fondazione Marisa Bellisario

RICICLO, RICUCIO, RIUSO: LA STORIA DI SPAZIO 3R, UN PROGETTO PER LE DONNE

di Anna Brondino*
Questa volta racconto di come una donna, che ama le sfide come le ha amate Marisa Bellisario, abbia aiutato altre donne in difficoltà. Da un’associazione di volontariato è nata poi un’impresa sociale che dà lavoro a due donne, ma suscita anche una marea di bellissime iniziative nel suo territorio, la Lombardia.

Chiara Ceretti, 36 anni, milanese ci racconta la storia di un progetto al femminile nato per le donne e che con le donne coinvolte è diventato in piena pandemia un’associazione autonoma e che oggi ha acquisito anche lo status di impresa sociale. Chiara è consulente di fundraising delle organizzazioni non profit e quando a fine 2020 a 32 anni le è stato proposto di diventare la Presidente ha accettato, essendo anche lei cresciuta con il progetto stesso.

Tutto parte da Associazione Irene ETS (www.irene.mi.it) e da un progetto europeo nel 2013 che coinvolgeva 6 associazioni femminili europee dal titolo “reMade and reLive!” – Participative Training of Domestic Violence Victims in Textile Rewarding Recycling and Reuse (Programma Grundvig) che aveva come oggetto la promozione e il sostegno all’autoimprenditorialità e al lavoro autonomo, a vantaggio di donne vittime di violenza con la finalità di favorire l’apprendimento informale nel settore della sartoria artigianale sostenibile, attraverso il riciclo e riuso di materiali tessili. Chiara già all’epoca collaborava con Irene. Nasce quindi l’idea di proporre anche a Milano e provincia dei corsi di sartoria usando rimanenze di tessuti di alta qualità. Grazie al CIF Centro Italiano Femminile Metropolitano di Milano che ha messo a disposizione lo spazio in viale Lazio 20 (Zona Porta Romana) per i primi corsi e che continua a sostenere Spazio 3R, e a Fondazione Cariplo che nel 2016 approva il progetto, si allestisce un piccolo laboratorio e parte il primo corso base.

Ma facciamo un passo indietro…

Occuparsi del Terzo Settore per Chiara è stata una scelta fatta grazie a un campo di volontariato in Perù a 18 anni durante l’estate della maturità. Questa esperienza ha stravolto i piani per il proprio futuro professionale. Non serve avere tutto chiaro fin dall’inizio, spesso è più facile capire cosa non si vuole diventare o fare. La propria strada infatti se l’è costruita passo dopo passo cercando di imparare dalle esperienze. Una cosa le era chiaro fin da subito: voler fare qualcosa che potesse rimanere e soprattutto trovare sempre un senso in quello che si fa. Dopo una laurea triennale in Scienze dell’educazione e la magistrale in Lavoro sociale e politiche di welfare, ha avuto l’opportunità di impostare l’ufficio di quella stessa organizzazione che le aveva cambiato la vita a 18 anni.

Oggi mette a disposizione la sua competenza per tante realtà come consulente per lo sviluppo delle organizzazioni non profit, perché non c’è niente di più bello che coniugare cuore e professionalità.

Poter essere la Presidente di Spazio 3R rappresenta un privilegio, la bellezza di vedere qualcosa nato come temporaneo che diventa stabile perché voluto fortemente le donne stesse che hanno frequentato i primi corsi di sartoria. Due delle prime allieve dei corsi sono infatti oggi le due sarte professioniste assunte a tempo indeterminato. Sono loro che accompagnano e affiancano le tirocinanti come a voler restituire le competenze acquisite in processo circolare virtuoso.

Le 3R di Spazio 3R hanno un significato molto profondo: Riciclo Ricucio Riuso. Alla base c’è l’idea che la sartoria interpretata in ottica sostenibile possa essere l’opportunità per tante donne in situazioni di vulnerabilità a Milano per ricominciare e ripensarsi anche come professioniste. Oggi lo Spazio sta crescendo e si propongono sia corsi di formazione che opportunità di inserimento lavorativo grazie a tirocini in collaborazione con centri di formazione professionali e enti che si occupano dell’inserimento professionale. Sono tante le collaborazioni con aziende che chiedono di realizzare gadget sostenibili ma anche i clienti che apprezzano i prodotti realizzati dal laboratorio.

La formazione al lavoro, o cosiddetta occupabilità è un tema molto importante, ci sono donne con competenze che però non possono o non hanno mai avuto l’opportunità di lavorare e apprendere un lavoro, il che richiede l’acquisizione anche di soft skills: basti pensare al rispetto degli orari ma anche alla capacità di stare in gruppo e lavorare in un team. Ad oggi sono state coinvolte più di 200 donne da più di 35 Paesi del mondo, “il mondo in un laboratorio” come racconta bene la mappa appesa nella sede.

Il sogno per il futuro? È incredibile pensare che tra 5 anni solo in Lombardia mancheranno più di 45mila sarti; Spazio 3R intende proporre, grazie al team delle sue professioniste (responsabili di produzione, modelliste, fashion designer), corsi che possano fare sempre di più da ponte con il mondo del lavoro di quei laboratori che cercano professioniste. A breve ci saranno altre novità, perché Spazio 3R è in continua evoluzione….

*Direttrice Consultori familiari socio-educativi

 

Per informazioni: www.spazio3r.org

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