Mancano pochi giorni ormai alla 33esima Edizione del Premio Marisa Bellisario, il più è fatto, i motori sono accesi ormai da mesi e gli ultimi preparativi fervono. Volevo raccontarvi di più di questa meravigliosa macchina che è il Premio e rendervi ancor più partecipi di un’edizione tanto speciale.

Veniamo da un periodo duro, mesi e mesi che hanno visto crollare certezze, abitudini consolidate e punti di riferimento e che il Premio Marisa Bellisario sia rimasto lì, una roccia in mezzo al tornado, è confortante ed è anche un punto di orgoglio. Non so nemmeno io come ‒ la forza di volontà che ci ha portate fin qui ma anche il senso positivo e vincente del nostro riconoscimento ‒ ma eccoci qua: passate indenni dai tanti e giusti stop, siamo riuscite a celebrare ben due Premi nel giro di nove mesi. Non un’edizione è andata perduta e Marisa Bellisario sarebbe fiera della nostra determinazione di donne. Dritte all’obiettivo: celebrare il talento femminile e continuare a farlo sempre perché è anche e soprattutto dalle donne che ieri come oggi passa ogni riscatto.

Ottenuto il placet Rai ‒ a ottobre il nostro erano l’unico Premio televisivo rimasto in palinsesto ‒ abbiamo cominciato a lavorar sodo. La Commissione esaminatrice si è riunita in remoto ed è stato strano ma sicuramente più semplice mettere insieme le personalità che la compongono direttamente dai loro uffici, con una partecipazione mai vista. In un contesto così irreale, tutti animati dalla volontà di dare un segnale di rinascita al Paese, abbiamo presto trovato l’accordo su nomi come sempre eccellenti. Torniamo a veder la luce in fondo al tunnel e le premiate, con i loro successi professionali, hanno contribuito a creare la via d’uscita che tanto abbiamo invocato. Nei loro rispettivi ambiti sono state un esempio da seguire, un segnale di speranza da rincorrere.

Si rinnova anche la tradizione dell’incontro delle Mele d’Oro con il Presidente della Repubblica e sarà stavolta un’emozione venata di malinconia: l’ultima volta al Quirinale con Sergio Mattarella. Un capo dello Stato che per le donne si è speso tanto e bene e che nei confronti della Fondazione Marisa Bellisario ha sempre avuto un’attenzione speciale.

E ritorniamo anche sulla rete ammiraglia della Rai, sperando di bissare il grande successo di pubblico dell’anno scorso. Ancora una volta, c’è il grande impegno del Direttore di Raiuno Stefano Coletta, del Vicedirettore Giovanni Anversa e della Consigliere Beatrice Coletti e di un’instancabile squadra Rai per una trasmissione che presenteremo nel corso di una conferenza stampa a Viale Mazzini con i dirigenti della Rai il 15 luglio. “Donne che fanno la differenzasarà trasmesso su Raiuno il 17 luglio in seconda serata: una notte speciale condotta dalla bravissima Laura Chimenti con la consegna delle Mele d’Oro, tanti ospiti celebri e momenti toccanti e significativi. Non voglio anticipare nulla, se non la finestra dedicata a un anniversario importante: i dieci anni della mia legge sulle quote di genere, ricordata da personaggi che ne hanno segnato, nel bene e nel male, il cammino.

Nel pieno di un’edizione che segna simbolicamente la rinascita della fiducia nel futuro, solo due ombre. Da una parte, sarà la prima edizione senza Antonio Catricalà, un amico fraterno che con la sua ironia ha scandito tante, tantissime edizioni del Premio. Dall’altra, uno studio che le sacrosante regole anti Covid hanno privato dell’anima. Come lo scorso ottobre, infatti, dovremo rinunciare alla presenza del nostro pubblico: centinaia di associate, amiche e amici della Fondazione, personalità del mondo dell’economia, delle istituzioni, della cultura che ogni anno accorrevano da ogni parte d’Italia per partecipare al nostro Oscar delle Donne. Prometto che ci rifaremo e per la 34ª edizione chiederemo alla Rai il loro studio più grande e lo riempiremo come mai un Premio televisivo è riuscito a fare!