Fondazione Marisa Bellisario

UN AGGIORNAMENTO DAGLI STATI UNITI

di Elisabetta Bartoloni*

Come ho scritto in un recente articolo, nei miei oltre 20 anni di esperienza come recruiter esecutivo specializzato nel settore dei servizi finanziari, raramente ho assistito a un mercato del reclutamento a Wall Street così solido come quello visto nel 2021. Si può dire con certezza che il 2021 sia stato l’anno del “mercato dei candidati” e prevediamo che il 2022 sarà più o meno lo stesso. Tuttavia, per essere chiari, il settore finanziario non è stato un’eccezione in tema di crescita e carenza di forza lavoro.

Infatti, nel 2021 l’economia statunitense è cresciuta al ritmo più veloce mai visto dal 1984. Il prodotto interno lordo è cresciuto del 5,7%, con un picco del 6,9% su base annua nel periodo tra ottobre e dicembre. Nello stesso anno, anche il mercato azionario ha presentato movimenti importanti e registrato una solida performance: l’S&P 500 ha guadagnato il 26,9%, il Dow Jones Industrial Average il 18,7% e il Nasdaq Composite il 21,4%.

Detto questo, il 2022 sta portando con sé una serie di insidie per il Paese a livello economico e politico. Se il 2021 ha avuto una spinta economica in gran parte causata dalle veloci vaccinazioni, dal credito a basso costo e da un nuovo round di aiuti federali a famiglie e imprese, così non sembra per il 2022, che sta prendendo un corso diverso.

Molti americani che prima della pandemia avevano un’occupazione hanno almeno per ora lasciato il posto, mentre i datori di lavoro, in affanno per trovare dipendenti, hanno aumentato i salari, uno dei tanti fattori che sta alimentando l’inflazione.

Con l’inflazione in rialzo e i casi di Covid-19 causati dalla variante Omicron, si prevede che nel 2022 l’economia crescerà a un ritmo più lento. Gli economisti hanno già ridimensionato le previsioni per il primo trimestre, ma le circostanze sono in rapida evoluzione: gli Stati Uniti, infatti, potrebbero superare a breve il picco di casi e il 2022 potrebbe anche essere l’anno in cui il coronavirus, con le sue molteplici mutazioni, diventerà parte della nostra vita quotidiana, permettendo al primo trimestre di produrre un sano PIL del 3,5%.

La stessa inflazione, e in particolare le misure per contenerla, stanno creando turbolenza e grossa volatilità sul mercato azionario statunitense. Essendo l’inflazione salita al livello più alto degli ultimi quattro decenni, la Federal Reserve prevede di combatterla, nel 2022, aumentando i tassi di interesse in tre o quattro occasioni. Questi aumenti renderanno il prestito più costoso, facendo crescere, per esempio, i costi per l’acquisto di una nuova casa o automobile, o i tassi sul debito della carta di credito – il che forse rallenterà l’economia.

Inoltre, i colli di bottiglia e i vincoli di offerta di materiali stanno limitando la rapidità con cui la produzione può rispondere a una domanda più elevata nel breve termine, problemi, questi, che appaiono più grandi e duraturi del previsto.

Sul lato politico la situazione è altrettanto problematica. Joe Biden ha iniziato la sua presidenza con valutazioni positive sul mercato del lavoro e un’ampia fiducia del pubblico nella sua capacità di affrontare una serie di sfide importanti, in particolare quella relativa all’impatto a lungo termine del coronavirus sulla salute pubblica e sull’economia. Ciononostante, il Presidente inizia il suo secondo anno con una riduzione dei consensi e maggioranze che esprimono poca fiducia in lui su molte questioni, incluso il coronavirus e l’inflazione. Anno deludente, purtroppo, anche per la Vice Presidente Kamala Harris, che non riesce a soddisfare le iniziali aspettative anche perché il Paese sembra stentare a capire dove si trovi la sua missione/passione.

Per concludere, nonostante questi siano solo alcuni dei punti principali da prendere in esame, anche se non credo si possa obiettare sul fatto che la politica e l’economia americana si trovino un po’ in bilico al momento, se c’è una cosa che il COVID-19 mi ha insegnato è di aspettarmi l’imprevedibile e non dare niente per scontato.

*Partner Heidrick & Struggles

6 commenti su “UN AGGIORNAMENTO DAGLI STATI UNITI”

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