Fondazione Marisa Bellisario

La carica delle 40 donne: da fondi e banche all’attacco della finanza

Sei di loro vengono dal private equity, in testa il Fondo italiano d’investimento partecipato dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp) che ha un piede ormai in 28 piccole e medie aziende italiane, ma anche la Investitori Associati di Dario Cossutta presente in Aspesi e Grandi Navi Veloci, nonché recente socia proprio della Cdp in Kedrion; oppure la Kos che è il braccio finanziario nella sanità della famiglia De Benedetti; o ancora la Private equity partners di Fabio Sattin, entrata in Marazzi e Manutencoop. Le altre 34 arrivano dal resto del bel mondo finanziario: banche commerciali come Intesa Sanpaolo, Bpm e Bnl; banche d’affari come Mediobanca e Société Générale; studi legali come Chiomenti e Lombardi Molinari; enti privati come Borsa Italiana. Discreta copertura, insomma. Sono le 40 donne di D Club, l’iniziativa selettiva-ma-non-di-genere, precisano, della finanza che ha l’obiettivo di «aiutare le socie a fare rete e sviluppare la carriera». Vista così, né più né meno che una lobby all’americana, ma loro preferiscono dire «club», appunto. Costituito l’anno scorso ,D Club sta muovendo i primi passi ora, mentre al rinnovo degli ultimi consigli d’amministrazione le donne stanno entrando come legge Golfo-Mosca vuole (quattro su nove, per dire, in Snam: Roberta Melfa, Elisabetta Oliveri, Sabrina Bruno e Pía Saraceno). Offre corsi su «leadership, tutorship professionale personale, negoziazione, parlare in pubblico»; lunedì scorso, 8 aprile; ha iniziato il laboratorio su «profili professionali e mercato del lavoro-gestione del cambiamento»; sta preparando per l’autunno un evento su «moda, professionalità femminile e finanza». In effetti è un’associazione di donne particolare, visto che comprende gli uomini. Come Andrea Bonomi, presidente di Investindustrial e Bpm. D Club ha infatti un comitato di gestione, al femminile, e un comitato di consulenza, al maschile. Il primo è presieduto dall’ex PriceWaterhouseCoopers Mara Caverai, ora in New Deal Advisors. La affiancano Arabella Caporello (Bpm), Marianna Castiglioni (Fondo italiano d’investimento), Laura Fiordelisi (Lombardi Molinari) e Giovanna Voltolina (Motion Equity Partners). Nell’advisory board sono invece «uomini di spicco della finanza italiana», dicono in D Club. Oltre a Bonomi, anche l’economista Luigi Zingales, il partner del fondo Pai Raffaele Vitale e l’amministratore delegato di Ge Capital-Interbanca Paolo Braghieri. I due comitati si sono riuniti per la prima volta il 7 marzo: via coi lavori. Dice Caverni, promotrice del Club: «Non vogliamo occuparci di diversity, ma di sviluppare le nostre professionalità. Non poniamo il problema di genere, ma di come fare business e incidere di più sul mondo finanziario. Perciò abbiamo voluto un advisory board al maschile». I soldi vengono dagli sponsor, «diversi, con ticket piccoli e uguali per tutti». Crowdfunding stile Rete, in effetti.

Tratto da  CorrierEconomia (Corriere della Sera)

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