Fondazione Marisa Bellisario

In attesa di Janet

Larry Summers e Janet Yellen, l’attuale vicepresidente della Fed, erano i due nomi di punta per la successione a Ben Bernanke che dovrebbe lasciare l’incarico i primi di gennaio. Il candidato meglio posizionato sembrava fino a poco tempo fa Summers, massimo consulente di Barack Obama per l’economia tra il 2009 e il 2010, e ancora oggi suo consulente informale. In qualunque altro momento avrebbe avuto via libera, ma negli ultimi 5 anni la politica della FED è cambiata. Le misure spregiudicate e poco ortodosse adottate per aiutare il sistema finanziario l’hanno posta al centro del dibattito politico. Molti a sinistra ritengono che la crisi sia dovuta alle norme di deregolamentazione e Summers negli anni ’90, quando era segretario al Tesoro, ha sostenuto molte decisioni favorevoli alla deregolamentazione e con Obama si è opposto  a un trattamento più severo per le banche. Questo è bastato a convincere molti a puntare su Yellen. A settembre alcuni democratici  hanno annunciato l’intenzione di votare contro Summers costringendolo a un penoso dietrofront. L’ostilità nei suoi confronti dipende anche dalla sua personalità notoriamente polemica che gli ha procurato molti detrattori. Summers fu costretto a rinunciare al ruolo di presidente di Harvard a causa dei suoi commenti sulle donne. Obama ha cercato di difenderlo  presso i parlamentari democratici ma il dibattito ha finito con il favorire i sostenitori di Janet Yellen . Curiosamente, commenta The Economist , chi si oppone a Summers  non ha mostrato interesse alle sue opinioni sulla politica monetaria, sull’inflazione, sulla disoccupazione  e sull’atteggiamento che la Fed dovrebbe avere in un mondo in cui il suo principale strumento, il tasso di interesse a breve termine, è diventato inefficace. Se l’avesse fatto avrebbe scoperto che Summers è una colomba come Bernanke o Yellen  e che tutti e 3 si preoccupano molto di più della disoccupazione che dell’inflazione. A conferma della buona struttura allestita dal Governatore.

4 commenti su “In attesa di Janet”

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