Fondazione Marisa Bellisario

IL PRIMATO ITALIANO DEL CROWFUNDING

di Antonella Bompensa

L’equity crowdfunding è la raccolta di capitale di rischio presso piccoli investitori attuata via web. Si affianca ad altre forme di raccolta, non regolamentate e a base strettamente liberale, che sono sempre più diffuse. In un periodo storico caratterizzato dal credit crunch, il processo di finanziamento dal basso di servizi o prodotti creativi risulta una valida alternativa per fare partire piccole iniziative. Il web ha il ruolo di proporre le attività e svolgono la funzione di hub per la raccolta fondi da parte di piccoli investitori.In concomitanza con l’annuncio del lancio del primo sito di Equity Crowdfunding approvato da CONSOB in Italia e in attesa del definitivo giro di boa del 2014, ripercorriamo alcuni primati tutti italiani.
A livello mondiale, il giro d’affari del crowdfunding è cresciuto fino a 2,8 miliardi di dollari nel 2012 e per il 2013 la stima è di 5,1 miliardi di dollari. Tuttavia, in Italia si è verificato un significativo balzo in avanti grazie al Decreto Crescita bis (decreto n. 179/2012 convertito nella legge 221/2012) e al successivo Regolamento della Consob.
Mentre in America, che è il mercato più sviluppato con il 60% del giro d’affari del mondo, si discuteva sulle regole, in Italia si ponevano le basi per il primo regolamento relativo all’”equity crowdfunding”. E’ il 2012, il Ministro dello sviluppo economico è Corrado Passera, un manager/consulente prestato alla politica. Passera commissiona uno rapporto sulle start-up a un gruppo nutrito di tecnici coordinati da Alessandro Fusacchia. I tecnici hanno svolto un lavoro mirabile consultabile in rete all’indirizzo http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/rapporto-startup-2012.pdf.
Hanno preso parte agli studi 12 esperti: Andrea Di Camillo (imprenditore e investitore seriale attivo in ambito digitale), Annibale D’Elia (ricercatore ed esperto di formazione e politiche giovanili), Donatella Solda-Kutzmann (legale esperto di diritto privato dell’informatica, diritto della comunicazione e contratti internazionali), Enrico Pozzi (docente di psicologia sociale presso l’università la Sapienza di Roma), Giorgio Carcano (presidente del Parco Scientifico Tecnologico ComoNExT), Giuseppe Ragusa (docente di econometria e statistica presso Luiss Guido Carli), Luca De Biase (giornalista del Sole24ore), Massimiliano Magrini (fondatore di Annapurna Ventures), Mario Mariani (fondatore The Net Value), Paolo Barberis (cofondatore dell’acceleratore fiorentino Nana Bianca), Riccardo Donadon (fondatore di H-Farm) e Selene Biffi (Imprenditrice sociale e consulente sui temi di social innovation).
Il rapporto prende forma nel Decreto Crescita Bis e introduce una serie innovazioni normative:
– L’equity crowdfunding è riservato alle start up innovative anche con vocazione sociale
– Prevede una modalità di raccolta web based
– La raccolta si perfeziona presso un intermediario finanziario autorizzato
– Il 5% dell’investimento deve essere sottoscritto da investitori istituzionali
Al 27 gennaio 2014 Infocamere dichiara 1584 start up innovative costituite in Italia. La relazione “The Italian Start Up eco system: who’s who” presentata ad ottobre 2013 da parte del Ministero dello Sviluppo Economico racconta, tuttavia, un settore che non sta crescendo allo stesso modo in termini di investimenti.
(immagine tratta da The Italian Start Up eco system: who’s who)
Dal punto di vista delle donne, durante il convegno «Imprenditoria e startup femminili, valore comune per il sistema Paese» tenutosi a Roma a novembre scorso, sembra che la strada per le imprenditrici sia ancora lunga. Michele Costabile, professore della Luiss intervenuto al convegno, ha ricordato che solo 11% delle start up ha matrice femminile.
A questo punto il ruolo delle piattaforme tecnologiche in fase di lancio si prevede cruciale. Ancora più cruciale tuttavia appare la costruzione di una forma mentis che consenta alle donne di prendere in mano le proprie idee e realizzarle con gli strumenti che il legislatore ha posto in essere e che il mercato è pronto a recepire.

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