Fondazione Marisa Bellisario

ANCHE LA SCANDINAVIA PRESENTA CEO-GAP DI GENERE

Di Ornella Del Guasto

Quando Petra Eirnassoon è stata eletta Ceo della divisione della tecnologia dei materiali della grande compagnia svedese Sandvik AB, un posto che controlla 7.500 impiegati, il suo ufficio, scrive Wall Street Journal, è stato inondato di biglietti di congratulazioni, lettere e mail. Ha ricevuto persino un poema. Eppure conoscendo l’impegno scandinavo per l’eguaglianza di genere la sua elezione non avrebbe dovuto produrre una reazione così eccezionale. E invece la percezione popolare ritiene che anche nel Nord Europa il “tetto di cristallo” non è stato ancora completamente sfondato: complessivamente in Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Islanda le donne Ceo nelle 145 grandi compagnie rappresentano solo il 3% rispetto al 5% degli USA. In particolare, in Norvegia nelle 32 grandi compagnie nazionali non c’è alcuna donna Ceo così come nelle 27 grandi compagnie finlandesi. Anche nella democratica Svezia, dai generosi benefit, nelle grandi compagnie permane l’handicap culturale che impedisce di offrire identiche opportunità a uomini e donne. Nel 2013 la presenza femminile nei board scandinavi era salita al 41% rispetto al 18% delle compagnie private ma il cammino è ancora lungo. Senza contare che anche in Scandinavia la cura dei figli e della famiglia pesa soprattutto sulle donne che lavorano. Per questo è opinione diffusa tra loro è che l’unica via sia affrontare il problema dal basso: cioè partire anche qui dalle quote come soluzione più efficace.

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