Fondazione Marisa Bellisario

MESSICO: L’ASSASSINIO DI GISELA MOTA

Di Ornella Del Guasto
In Messico, distratto dalla clamorosa cattura de El Chapo, è passata come una delle tante violenze l’assassinio di Gisela Mota. “Il suo nome – ha scritto il periodico El Universal – è l’ultimo in una lunga lista di amministratori locali uccisi perchè si sono rifiutati di mettersi alle dipendenze della criminalità organizzata”. Gisela Mota era stata eletta sindaca di Temixco , nello stato di Morelos , grazie a una campagna incentrata sulla lotta alla corruzione. Lo stato di Morelos si trova a poca distanza da città del Messico ed è considerato una zona residenziale abitata da ricchi della capitale. Ma proprio per l’apparente benessere, Morelos è diventato terreno fertile, scrive El Pais, per i narcotrafficanti degli attigui stati di Guerrero e Michoacàn tanto che nel 2013 ha registrato il tasso di sequestri più alto del paese, quasi 9 ogni centomila abitanti.
Entrata in carica il 1 gennaio 2016 Gisela Mota aveva pronunciato un durissimo discorso di investitura in cui denunciava i gruppi responsabili di sequestri e estorsioni. Non le è stato lasciato scampo: solo il giorno dopo alcuni uomini armati sono penetrati nella sua abitazione e l’hanno assassinata.
Il Messico è devastato dalla violenza tanto che gli omicidi sono diventati l’abitudine. Nel 2014 ci sono stati più morti che in Afghanistan. Per cercare di affrontare la situazione, il Presidente Enrique Pena Nieto ha creato una struttura che si chiama “Mundo ùnico”, che ha portato le forze di polizia statali sotto il controllo del governo federale. Dopo la morte di Gisela Mota il Governo ha annunciato di aver ucciso 2 sospettati dell’omicidio e di aver arrestato altri 3 complici, tutti appartenenti ai Los Rojos , un cartello criminale che controlla il territorio.

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