Fondazione Marisa Bellisario

MARY JO WHITE, LA MASTINA DELLA SEC

di Ornella del Guasto

“L’applicazione determinata delle regole aiuta a creare mercati finanziari che operano in modo trasparente e onesto e rassicura gli investitori che possono operare con fiducia”. Questo è il credo, scrive l’Espresso, di Mary Jo White da un anno alla guida della Sec (Security Exchange Commission) Il risultato è, che in questo arco di tempo, dopo 686 investigazioni sono entrati nella cassa dello Stato 3 miliardi e 400 milioni di dollari, tra multe e profitti illegali, restituiti per le più diverse violazioni che vanno da insider trading, conflitti di interesse e violazioni varie. Obama quando scelse la White sapeva di mettere a capo dell’agenzia una superesperta dei codici. Mary Jo, 66 anni, un marito e un figlio, originaria di Kansas City, amante della corsa e del tennis, per 35 anni ha lavorato nella Procura distrettuale di New York e nel famoso studio legale newyorkese Debevoise & Plimpton. Oggi, dal suo ufficio di Washington controlla le attività di 35mila banche, edge fund, broker e società di investimento aiutata da 4 mila collaboratori esperti di bilanci, regole societarie, finanziamenti di mercati e di cambi. Appena nominata ha dichiarato che il suo mandato sarebbe stato “indagare, indagare e ancora indagare” e ha scelto come vice il collega dello studio Debevoise & Plimpton, Andrew Ceresny. I fatti le hanno dato ragione: in questi 12 mesi le più importanti istituzioni della finanza americana hanno avuto problemi con la Sec. Tra queste Goldman Sachs Fabrice Tourre riconosciuta colpevole di frode, Merrill Lynch costretta a pagare 131,8 milioni di dollari, JP Morgan Chase per manipolazione di valute addirittura 920 milioni di dollari e Bank of America obbligata a transare un accordo con Fannie Mae, il gigante dei mutui, per 300 milioni di dollari. Sotto accusa sono finiti 70 tra amministratori delegati e alti dirigenti di Wall Street. Per operare, Mary Jo White ha rafforzato la sezione che si occupa di vagliare le segnalazioni degli informatori a cui, oltre all’anonimato, la legge stabilisce un compenso che varia tra il 10 e il 30% di quanto incassa la Sec. Finora il premio più alto attribuito a un informatore anonimo è stato 14 milioni di dollari.

Scroll to Top