Fondazione Marisa Bellisario

DONNE SAUDITE, IL GAP DI GENERE PREOCCUPA IL RE

Per promuovere un maggior accesso a lavoro, investimenti e risparmi delle proprie cittadine, il Consiglio delle Camere di Commercio dell’Arabia Saudita ha deciso di organizzare dei “forum femminili”. La decisione parte da numeri pubblicati dal quotidiano Al-Madinah ed elaborati dal Ministero del Commercio e dell’Industria di Riad che fotografano una realtà ambivalente: se da un lato le donne saudite dispongono di averi personali, in liquidi, che indicano un notevole livello di agiatezza, dall’altro nelle loro mani c’è solo una piccola frazione del denaro depositato nelle banche. Il denaro intestato alle donne sui conti correnti delle banche commerciali dell’Arabia Saudita, infatti, ammonta all’equivalente di 100 miliardi di dollari: a prima vista una cifra ingente ma che rappresenta solo il 7,3% del valore complessivo dei depositi di tutti i cittadini del regno. Per gli analisti il motivo è che solo il 5,1% di loro è attiva sul mercato del lavoro mentre compongono nel complesso il 49,6% della popolazione. A rafforzare l’immagine di una debolezza economica di genere c’è il dato sugli investimenti: solo il 6% è gestito da donne. Per il regno wahabita è un motivo di preoccupazione in quanto re Abdallah, pur essendo il garante del wahabismo che si fonda sulla versione più tradizionale del Corano che limita il ruolo delle donne, percepisce la necessità di un maggior coinvolgimento delle donne nel sistema produttivo. Da qui la decisione del Consiglio delle Camere di Commercio di organizzare dei “forum femminili” per promuovere un maggior accesso a lavoro, investimenti e risparmi delle cittadine dell’Arabia Saudita.
MA

3 commenti su “DONNE SAUDITE, IL GAP DI GENERE PREOCCUPA IL RE”

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