Fondazione Marisa Bellisario

LIBIA: LE DONNE NON POTRANNO PIU’ VIAGGIARE DA SOLE

A dare l’ordine generale Abdul Razzaq Al-Nazhouri, governatore dell’Est della Libia sotto il comando del generale Khalifa Haftar: le donne sotto i 60 anni non potranno lasciare il Paese se non accompagnate da un uomo della loro famiglia (tranne i cugini, chissà perché!). La misura è stata accolta con scherno, ma anche forte risentimento nell’Est del Paese, non solo da donne e attivisti, ma anche da esponenti del parlamento di Tobruk.
Intanto, scherno o meno, da due giorni i funzionari all’ aeroporto di Labrak, il maggiore tra Bengasi e Tobruk, hanno ricevuto l’ordine di controllare i dati anagrafici delle passeggere con l’ autorità di rimandare a casa quelle «fuorilegge». Ai media locali Nazhouri ha spiegato che si tratta di una misura adottata per evitare che le donne sole all’ estero possano diventare spie. «Sappiamo di casi di giovani libiche contattate da servizi segreti stranieri», ha detto criptico. L’ unica esenzione è per le donne parlamentari o che lavorano negli uffici governativi.
Una decisione così tanto drastica ha ovviamente suscitato forti reazioni di rabbia. «Per par condicio si dovrebbe applicare lo stesso divieto ai maschi libici, visto il gran numero di scandali a sfondo sessuale», rispondono le associazioni delle donne libiche emigrate al Cairo.
Ma le critiche non vengono solo dalle attiviste. “Le persone sono molto arrabbiate – ha detto al Libya Herald una donna di Bangasi che ha sempre sostenuto le forze guidate da Haftar – i miei amici mi dicono che non hanno certo appoggiato la rivoluzione e quindi le forze armate per avere questo”. Anche il deputato di Bengazi nel Parlamento di Tobruk, Ziyad Daghim, ha criticato la misura, accusando Nazhuri di aver abusato della propria autorità emettendo tale direttiva. Di fatto, il divieto di Nazhuri non riguarda Tobruk, stando a quanto precisato dal personale dell’aeroporto della città libica, dove le donne viaggiano come vogliono e possono attraversare da sole, in macchina, anche il confine con l’Egitto.
La questione ha indotto anche il principe Idris Al-Senussi, membro della famiglia reale spodestata da Muammar Gheddafi nel 1969, a diffondere un comunicato per sollecitare il rispetto e la difesa dei diritti delle donne. Ma proprio il suo intervento è stato attaccato dall’uomo che secondo molti libici sarebbe l’artefice della restrizione imposta alle donne: l’imam saudita salafita Osama Al-Otaibi.
Gli analisti leggono il provvedimento come un tentativo dei militari legati ad Haftar di ingraziarsi le milizie di Misurata più vicine al fronte religioso. Ma Haftar, che si presenta tra l’ altro come un leader laico, potrebbe essere costretto ad intervenire per abrogarlo. Fatto sta che da adesso in poi le donne non sono più libere nemmeno di andarsi a fare una vacanza.

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