Fondazione Marisa Bellisario

IL SORPASSO DELLE DONNE IN MAGISTRATURA

La notizia l’ha data ieri il procuratore generale della Cassazione Pasquale Ciccolo nella sua relazione. «Rispetto agli anni precedenti – si legge nella relazione – nella popolazione dei magistrati in servizio si ribalta il rapporto tra uomo e donna, pur rimanendo attorno alla parità: 50,7% di donne, e 49,3% di uomini».
Sono passati appena 50 anni dall’ingresso delle donne in magistratura, e il sorpasso è già arrivato. Qualcuno dice che il motivo è l’accesso per concorso alla carriera che avviene attraverso concorso: le donne sono più preparate e la maggioranza lo supera.
Ma i passi avanti si sono fatti anche sul fronte delle carriere: è una donna il capo dell’ufficio degli ispettori ministeriali, Elisabetta Cesqui. Ci sono due donne nel consiglio direttivo della Scuola superiore della magistratura e fresca la nomina di Paola Balducci al Consiglio Superiore della Magistratura. Sono molte le donne ai vertici delle correnti della magistratura associata. Ed è lontano il tempo in cui le (poche) donne che entravano in magistratura finivano confinate nella riserva indiana della giustizia minorile. Certo la strada è ancora lunga. Se si guarda agli incarichi direttivi delle 252 nomine fatte dal Csm negli ultimi 15 mesi, 101 sono uomini e 25 sono donne; se si esaminano i vicedirettivi, 83 sono uomini e 43 sono donne.
E nell’avanzamento delle donne in toga c’è anche dell’altro. Nella relazione del procuratore generale, infatti, si legge che i magistrati oggetto di procedimenti disciplinare sono al 69,2% uomini e 30,8% donne. L’avevamo detto pochi mesi fa in un convegno: “La corruzione non è femminina”!

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