Sì è conclusa la selezione delle imprese candidate al premio istituito da Fondazione Bellisario e Intesa Sanpaolo, che incoraggia l’attuazione di politiche concrete e innovative nel campo della parità di genere.

111 le aziende finaliste, scelte in tutta Italia tra le quasi 600 che si sono presentate: tutte riceveranno un riconoscimento nel corso di cinque eventi sul territorio, in cui saranno condivise le esperienze più virtuose. Oggi a Milano l’incontro con le prime 28.
Le due imprese vincitrici, una piccola e una media, saranno proclamate il prossimo 16 giugno, durante la XXIX edizione del Premio Bellisario “Donne ad alta quota”

Coinvolgere le imprese in un percorso di empowerment femminile e dare visibilità alle pratiche più virtuose e innovative: è questo il principale obiettivo del premio “Women Value Company 2017 – Intesa Sanpaolo”, istituito dalla Fondazione Marisa Bellisario in collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo. Il riconoscimento, quest’anno alla prima edizione, è riservato alle piccole e medie imprese che si distinguono nel campo della parità di genere, in virtù dell’attuazione di politiche e strategie volte a garantire pari opportunità e riconoscimenti di carriera.

Il 20 febbraio si è concluso il processo di autocandidatura, che ha consentito di raccogliere le storie di quasi 600 imprese, di cui il 15% non clienti: il 55% si sono classificate come “PMI eccellenti”, il 47% è a conduzione femminile, quasi la metà attua politiche di conciliazione vita/lavoro. Quelle che hanno superato la selezione, in virtù dei requisiti richiesti dal bando, sono 111, distribuite in modo omogeneo sul territorio nazionale. In attesa di conoscere il nome delle due imprese – una piccola e una di medie dimensioni – che saranno proclamate vincitrici il 16 giugno a Roma, nel corso della XXIX edizione del Premio Marisa Bellisario «Donne ad alta quota», le imprese finaliste saranno coinvolte in cinque eventi sul territorio organizzati dalla Fondazione Bellisario e da Intesa Sanpaolo. A tutte sarà assegnato un riconoscimento, che attesta la loro peculiare capacità di “seminare i talenti”, valorizzando il merito e le capacità femminili.

Il primo incontro si è tenuto oggi a Milano, nella filiale new concept di Intesa Sanpaolo in Piazza Cordusio. Le 28 aziende candidate al premio sono state accolte da Mauro Federzoni, direttore regionale Milano e Provincia Intesa Sanpaolo. Sono intervenuti l’on. Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, Francesca Nieddu, responsabile Direzione Customer Experience e CRM Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice, responsabile Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo. A seguire una tavola rotonda, moderata da Manuela Montagna, responsabile del Servizio Imprese della Direzione Marketing Intesa Sanpaolo, durante la quale cinque imprenditori – Barbara Ulcelli, presidente IMG Srl, Teresa Cairoli, amministratore unico Ghioldi Srl, Giuliano Favini, AD Logotel SpA, Maria Elena Schiaffino, partner e direttore commerciale Engitel SpA, Sabrina Mandelli, amministratore unico SSheena Srl – hanno condiviso le soluzioni e le buone pratiche promosse in azienda per dare maggiore spazio e valore al lavoro femminile. La consegna finale di un tombstone a tutte le imprese presenti ha concluso l’evento.

Le evidenze emerse nell’incontro hanno messo in luce l’importanza di mettere le donne al centro delle strategie di crescita dell’imprenditoria italiana. Che la partecipazione femminile al mondo del lavoro e imprenditoriale negli ultimi anni rappresenti un fattore conclamato di sviluppo e di trasformazione economica e sociale, è nei fatti un fenomeno confermato da tempo in molti studi economici. Le imprese a conduzione femminile affrontano il contesto competitivo con una maggiore predisposizione verso leve strategiche fondamentali, come internazionalizzazione, innovazione e marketing: mostrano una maggiore tendenza a servire i mercati internazionali (51% di soggetti esportatori contro il 45% del resto del campione), a registrare marchi internazionali (52% vs. 46%) e, limitatamente alle imprese più grandi, a brevettare (44% vs. 37%).

Il potenziale inespresso è tuttavia ancora enorme: il tasso di attività femminile in Italia è tra i più bassi in Europa, 55,2% nel 2016 sul totale delle donne tra i 15 e i 64 anni (solo la Macedonia con il 50,8% e la Turchia con un bassissimo 36,2% fanno peggio di noi); nel mercato del lavoro sussistono condizioni di difficoltà e di discriminazione nei confronti delle lavoratrici; i loro percorsi di carriera sono in genere più lenti e accidentati, le differenze retributive sono ancora rilevanti, spesso le competenze femminili non sono valorizzate come quelle maschili; permangono ancora l’assenza di politiche familiari adeguate a livello pubblico e una conciliazione di vita e di lavoro mai risolta. Eppure, una più ampia offerta di lavoro femminile darebbe un forte contributo alla crescita: un aumento del tasso di partecipazione femminile al 60% comporterebbe, quasi «meccanicamente» un aumento del PIL fino al 7% (secondo stime Banca d’Italia). L’aumento della partecipazione femminile appare ancora più importante, alla luce dei processi di invecchiamento della forza lavoro del Paese.

Il gap tra uomini e donne permane anche nella creazione di nuove imprese: quelle femminili sono
1 milione e 300mila, con un peso mediamente pari a poco più di un quinto del totale. Le giovani donne si lanciano in iniziative imprenditoriali anche come risposta a contesti difficili dal punto di vista occupazionale, negli anni più recenti con una maggiore propensione verso settori ad alta tecnologia (informatica, telecomunicazioni, attività professionali, scientifiche e tecniche) e legati alla cultura. In alcuni ambiti produttivi l’incidenza è più consistente: nelle attività dei servizi alla persona le imprese femminili (circa 120.000) sono oltre la metà; le 15.200 imprese femminili della sanità sono il 38% del totale, determinanti soprattutto nell’assistenza sociale residenziale e non residenziale; nel settore del noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese, le 50.000 aziende guidate da donne sono il 26% del totale. La creatività femminile si esprime al meglio in segmenti fortemente legati al made in Italy: ad esempio, le imprese femminili sono il 43% del totale nella confezione di articoli di abbigliamento, quasi il 30% delle industrie tessili, il 25% nella fabbricazione di articoli in pelle (Unioncamere, marzo 2017).

In questo contesto macro-economico, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha messo in campo, oltre alla consolidata collaborazione con la Fondazione Marisa Bellisario, numerose iniziative che promuovono la parità di genere. Per le proprie persone, un sistema integrato di welfare che si è evoluto negli anni, costruendo un’ampia gamma di strumenti e servizi – ad esempio banca del tempo, asili nido aziendali, permessi più ampi per maternità/paternità, smart working – che affrontano concretamente il tema dell’inclusione, della gestione del tempo e, più in generale, dell’equilibrio tra esigenze aziendali e personali dei dipendenti. Per le donne che lavorano o che conducono un’azienda, ha introdotto finanziamenti ad hoc, come Business Gemma, un plafond di 600 milioni che beneficia del Fondo di Garanzia per le PMI; programmi di supporto alla gestione del business con percorsi dedicati, come ad esempio Think Pink e Tech-Marketplace, la piattaforma digitale che mette in contatto domanda e offerta di tecnologia, entrambi sviluppati nell’ambito dell’accordo con Confindustria; interventi formativi, ad esempio con la piattaforma WorkHer, con i suoi progetti di mentorship, networking e formazione.

Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario: “Siamo veramente orgogliosi che la prima edizione di Women Value Company abbia riscosso tanto successo e così tante candidature e ringrazio Intesa Sanpaolo per l’immane lavoro svolto. Sappiamo che le piccole e medie imprese sono quelle che faticano di più a portare avanti iniziative di welfare, ma questo Premio dimostra che si può cambiare passo e dalle PMI italiane viene una grande lezione di pari opportunità. Questo roadshow che parte da Milano e attraverserà l’Italia è un modo per riconoscere un impegno che spesso non trova spazio nei grandi media e che invece va valorizzato e premiato.”

Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, mentor dell’iniziativa: “Il premio istituito con la Fondazione Bellisario suggella l’impegno che, da tempo, il nostro Gruppo riserva con tenacia e perseveranza alla parità di genere. Siamo convinti che un’azienda, per crescere, debba prima di tutto prendersi cura delle proprie persone, dipendenti e clienti, e avere la lungimiranza di considerare le differenze non un problema, ma un valore e un’opportunità cui dare spazio e su cui costruire la sua forza. In Intesa Sanpaolo, la componente femminile rappresenta oltre la metà dei dipendenti, il 30% dei ruoli manageriali, il 60% dei nuovi assunti. Le donne sul lavoro rivelano un livello elevato di istruzione e di preparazione ed esprimono qualità sostanziali, quali la collaborazione, l’attenzione, la resilienza. Forti di questo patrimonio umano e di professionalità, sosteniamo il lavoro e l’imprenditoria femminile in Italia, con particolare attenzione alla conciliazione famiglia-lavoro e alla premiazione del merito, con risultati che comprovano il nostro contributo alla crescita dell’economia reale.”