Fondazione Marisa Bellisario

UNA SPINTA A CREDERE ANCORA DI PIÙ NELLE MIE CAPACITÀ E NEI MIEI SOGNI

di Sara Zoccheddu*

Ricevere il Premio Marisa Bellisario è stata un’emozione che difficilmente potrò dimenticare, un’esperienza intensa che ha lasciato un segno profondo sia nella mia vita personale che nella mia carriera. Dal primo momento in cui ho saputo di essere stata selezionata tra le vincitrici, ho provato un misto di orgoglio, commozione e gratitudine. Pur essendo consapevole dell’impegno, della passione e dei sacrifici nel mio percorso, il fatto di condividere questo riconoscimento con donne straordinarie, ognuna con una storia unica e risultati eccezionali, mi ha riempito di gioia e ha ulteriormente alimentato la mia motivazione a continuare a crescere e a fare la differenza.

Questo Premio, però, non è solo un riconoscimento personale: rappresenta un tassello di un percorso collettivo, fatto di conquiste, sacrifici e determinazione. Le parole della Presidente Lella Golfo, promotrice della legge sulle quote di genere, e per la quale nutro profonda stima, hanno sottolineato quanto sia fondamentale continuare a costruire una società in cui il talento femminile trovi piena espressione. Il suo impegno ha dato concretezza a un sogno di equità che oggi si traduce in opportunità reali per molte donne.

Molto significativo è stato anche l’intervento del Presidente della Commissione Gianni Letta, che ha ribadito come la leadership femminile sia una leva indispensabile per lo sviluppo economico e sociale del Paese. Sentire parole così autorevoli a sostegno del valore delle donne mi ha fatto percepire ancora di più la portata collettiva di questo percorso.

Il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato alla cerimonia un profondo significato istituzionale e morale. Le sue parole, cariche di rispetto e consapevolezza del ruolo delle donne per un’Italia moderna e coesa, mi hanno trasmesso un senso profondo di responsabilità e, allo stesso tempo, di orgoglio per far parte di un cambiamento riconosciuto e incoraggiato dalle più alte cariche dello Stato.

Questi pensieri si intrecciano inevitabilmente con il mio percorso in ingegneria informatica e il mio attuale dottorato di ricerca, un ambito in cui le donne sono ancora una netta minoranza. Basti pensare che al Politecnico di Milano, dove mi sono laureata, nella laurea triennale di Ingegneria informatica le studentesse rappresentano appena il 13,9%, mentre nella laurea magistrale salgono lievemente al 18,3% (dal bilancio di genere 2024 del Politecnico). Sono dati che raccontano da soli quanto questo settore sia ancora percepito e vissuto come prevalentemente maschile. Proprio per questo sento ancora più forte il desiderio di impegnarmi in prima persona per creare nuove opportunità, abbattere gli stereotipi e incoraggiare sempre più ragazze ad avvicinarsi con fiducia e passione a percorsi scientifici e tecnologici.

Il momento in cui ho ricevuto la Mela d’Oro è stato speciale: ogni difficoltà affrontata nel mio percorso si è trasformata improvvisamente in una spinta a credere ancora di più nelle mie capacità e nei miei sogni. Ricevere il Premio Bellisario è una conferma preziosa che le scelte che ho fatto stanno andando nella giusta direzione. È un segnale forte, che rafforza il mio entusiasmo e la mia determinazione a proseguire su questa strada, con la consapevolezza che ciascuna di noi, nel proprio ambito, può davvero contribuire a costruire una società più giusta, innovativa e inclusiva, in cui l’eccellenza femminile sia finalmente riconosciuta e valorizzata.

Neolaureata in Ingegneria Informatica

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