Fondazione Marisa Bellisario

UNA DONNA SU QUATTRO SENZA REDDITO: L’ITALIA DELLE DONNE ECONOMICAMENTE INVISIBILI

di Laura Morelli*

L’Italia è un paese dove, nel 2026, una donna su quattro non ha un reddito personale, ed è quindi dipendente da qualcun altro, spesso il marito. Ed è un paese dove più di un terzo delle donne non ha un conto corrente personale. Che origine ha la violenza fisica che molte donne subiscono? Spesso le radici sono di natura economica, una violenza che si trasforma in dipendenza per le donne e che ha i connotati fotografati dal rapporto di Directa SIM-Istituto Piepoli “Donne e investimenti finanziari”, presentato l’11 marzo scorso a Palazzo Mezzanotte a Milano.

Senza conto corrente

La situazione reddituale è emblematica: se il 25% delle donne mille intervistate non percepisce come detto alcun stipendio proprio, tra il 69% che lavora regolarmente non riesce comunque ad arrivare a fine mese: solo il 40% copre dignitosamente le spese essenziali (33% parzialmente, 11% no). Una situazione che rischia di aggravarsi con il perdurare del conflitto e l’aumento del costo dell’energia.

Come detto il 34% non ha un conto corrente solo suo ma dipende da quelli cointestati con partner o familiari (42%), un vincolo quotidiano che pesa soprattutto sulle giovani del Sud. E il risparmio? Solo il 25% mette da parte qualcosa ogni mese, il 43% saltuariamente, il 32% mai; una su tre (30%) non affronta nemmeno spese impreviste con risparmi propri, mentre il 44% ci riesce a fatica.

Dipendenza economica

La dipendenza reddituale si diffonde, inevitabilmente, sulla gestione patrimoniale della famiglia. Il 46% non decide autonomamente dei propri risparmi (peggio dopo i 54 anni), e due su tre (65%) non può spendere 1.000 euro senza consultare partner o parenti. Risultato? Il 62% non ha mai investito, solo l’18% lo fa attivamente (20% in passato), e tra queste quasi la metà (44%) si affida ad altri. La competenza finanziaria è un miraggio: appena il 25% si sente preparata, il 71% no.

Il carico familiare sulla donna sigillail quadro: il 48% delle intervistate ha rinunciato a scelte economiche per volere di partner o parenti, una su quattro resta intrappolata in relazioni tossiche per paura economica. Eppure il 96% vede l’autonomia come essenziale, il 60% non la vive pienamente e il 71% la vuole di più. C’è ottimismo (il 64% di loro crede nel futuro). Ma senza un cambio culturale, che coinvolga famiglie, istituzioni e imprese, l’Italia resta un Paese che porta le donne a dipendere, non a poter decidere per sé stesse.

L’identikit delle intervistate

Il campione riflette la geografia italiana con una prevalenza al Sud e Isole (33%), seguita da Nord Ovest (27%), Centro (22%) e Nord Est (20%); per età, prevalgono le 35-54enni (45%), mentre le under 35 sono solo il 19% e le over 54 il 36%. Dal profilo familiare emerge una quota significativa di sposate (13%) e vedove (37%), con nuclei numerosi: 37% senza figlie e il 32% con uno o due figli. Questa composizione – bilanciata tra aree urbane/rurali e cicli di vita diversi – permette di cogliere le sfumature regionali e generazionali nelle scelte economiche femminili, evidenziando da subito un Paese eterogeneo dove l’autonomia finanziaria varia per contesto sociale e territoriale.

*Giornalista, Educatrice finanziaria certificata AIEF

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