Fondazione Marisa Bellisario

“RITROVARE L’UMANO. PERCHÉ NON C’È SOSTENIBILITÀ SENZA HEALTH, HUMAN AND HAPPINESS”

di Massimo Lapucci e Stefano Lucchini*

È possibile migliorare il pianeta senza rinunciare al progresso? O davvero dobbiamo convincerci che il progresso tecnologico e la sostenibilità ambientale siano incompatibili? È partendo da queste riflessioni, in un momento storico di profondi e rapidi cambiamenti che abbiamo sentito l’esigenza di ripensare il concetto di sostenibilità, andando oltre i parametri tradizionali legati ai temi ESG (Environment, Social e Governance).

È nato così Ritrovare l’Umano. Perché non c’è sostenibilità senza Health, Human and Happiness”, perché crediamo fermamente che la sostenibilità non possa essere esclusivamente relegata a un insieme, pur necessario, di parametri finanziari o mere metriche ambientali divenendo un semplice esercizio di compliance o di routine e perdendo del tutto la capacità, e lo scopo originario, di incidere positivamente sulla società e sul benessere delle persone.

Anche sulla base della nostra esperienza maturata nel mondo dell’impresa e del non-profit, abbiamo osservato, non senza preoccupazione, come i principi intorno alla sostenibilità ESG – pur avendo ottenuto notevoli risultati negli ultimi vent’anni – corrano ora il rischio di essere non compresi, vanificati da critiche, talvolta strumentali o di comodo, e sospetti sulla loro reale efficacia. Troppo spesso, gli ESG sono stati inflazionati, alterati da esigenze di comunicazione o addirittura erosi fino a diventare un adempimento burocratico lontano dalle persone e dalla loro quotidianità.

ESG+H rappresenta un’evoluzione necessaria, un approccio che integra la sostenibilità ambientale ed economica con la centralità della Persona. Per questo, anche un po’ provocatoriamente, vogliamo proporre un rinnovamento profondo del concetto di sostenibilità, introducendo un nuovo acronimo: ESG+H ; la nostra “H” sta innanzitutto per Health, Human e Happiness, perché, ne siamo convinti, non si può parlare di vera sostenibilità senza considerare il benessere e il pieno sviluppo dell’essere umano.

Le tre H di ESG+H non sono concetti astratti, ma pilastri concreti per un nuovo modello di sviluppo:

  • Health: la salute intesa come salute psico-fisica (global health) non è solo un diritto fondamentale, ma un requisito essenziale per la sostenibilità. Senza comunità sane, non può esistere un progresso duraturo. La pandemia ha dimostrato quanto la salute sia un fattore critico per la stabilità economica e la tenuta sociale.
  • Human: l’essere umano deve tornare al centro delle politiche aziendali e istituzionali. Questo significa valorizzare il capitale umano, promuovere un lavoro dignitoso, garantire inclusione e pari opportunità, in cui l’etica sia percepita come un principio guida e non come un freno o un ostacolo da aggirare.
  • Happiness: Il benessere delle persone non è un elemento secondario, ma un indicatore chiave di sviluppo per l’intera Comunità, non come appagamento egoistico di un desiderio, ma come armonia tra il soddisfacimento dei propri bisogni e il rispetto del pianeta tutto. Come espresso nella Dichiarazione d’Indipendenza Americana, la ricerca della felicità è un diritto inalienabile della persona. Aziende e istituzioni devono contribuire a creare ambienti di lavoro e società dove il benessere non sia un fenomeno elitario, ma una priorità.

Se vogliamo costruire un futuro realmente sostenibile, il mondo delle imprese deve essere protagonista di questo cambiamento, adottando responsabilmente modelli di business che non solo rispettino l’ambiente e la governance, ma che promuovano il benessere delle persone. L’integrazione di ESG+H nelle strategie aziendali, del resto, non è solo un imperativo etico, ma rappresenta un vantaggio competitivo: le imprese che investono nel benessere dei dipendenti, nella salute e nella qualità della vita generano maggiore produttività, attraggono talenti e costruiscono una reputazione solida nel tempo.

‘Ritrovare l’Umano’ significa ripensare il progresso in un’ottica inclusiva, etica e sostenibile. ESG+H è la chiave per questo cambiamento: un modello che non solo migliora le aziende e le economie, ma che può realmente trasformare la società.

La nostra proposta è perciò un invito concreto ad adottare ESG+H come nuova bussola per il futuro. Ora più che mai, è necessario un nuovo Umanesimo che metta al centro la dignità della Persona, in armonia con il pianeta e con le sfide del nostro tempo.

Del resto in un mondo in continua evoluzione (basti vedere i profondi e repentini mutamenti geopolitici in atto nelle ultime settimane), le esigenze legate alla sostenibilità ESG non sono un fenomeno recente, ma un principio che affonda le radici nelle rivoluzioni industriali che ci hanno preceduto. E nel saggio ci siamo divertiti anche ad andare a scovare le origini alla base dello stesso concetto di sostenibilità: il grande poeta Parini ad es. già nel settecento scrisse un’ode intitolata Alla salubrità dell’aria ed era molto critico sulle condizioni ambientali e igieniche del tempo. Ogni trasformazione economica ha portato con sé nuove sfide per l’ambiente e la società, e oggi, più che mai, è fondamentale rinnovare il nostro approccio alla sostenibilità partendo da una considerazione semplice: non possiamo parlare di sostenibilità senza pensare all’essere umano, alla Persona, nella sua interezza, come catalizzatore fondamentale del cambiamento.

Ecco perché il nuovo paradigma ESG+H vuole innanzitutto stimolare la riflessione per il rinnovamento di uno strumento prezioso che, partendo dalla Persona e in armonia con il pianeta, possa ripercuotersi sul miglioramento delle condizioni di lavoro, economia e quindi della società nel suo complesso, per un futuro davvero sostenibile.

*Autori de “Ritrovare l’Umano. Perché non c’è sostenibilità senza Health, Human e Happiness”

Stefano Lucchini

Dopo la laurea in Economia e Commercio presso la Luiss di Roma, ha ricoperto ruoli apicali per le relazioni esterne e istituzionali in varie società, fra cui Montedison, Enel, Confindustria, Banca Intesa ed Eni, per poi tornare nel 2014 al Gruppo Intesa Sanpaolo come Chief Institutional Affairs and External Communication Officer e Chairman di Banca IMI Securities Corporation Inc negli Stati Uniti. È Presidente dell’American Chamber of Commerce in Italy. È Visiting Fellow alla Oxford University ed è stato insignito della laurea honoris causa in Giurisprudenza dalla Link Campus University. È Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno.

Massimo Lapucci

Manager e senior advisor,  è considerato uno dei maggiori esperti di economia, finanza d’impresa e innovazione, nonché autore di articoli e pubblicazioni tra cui co-editor del bestseller “Data Science for Social Good.” pubblicato da Springer. Docente di finanza, corporate governance e sostenibilità, nel 2006 diventa World Fellow alla Yale University e attualmente International Fellow presso il Digital Ethics Center della Yale University sui temi dell’impatto etico dell’Intelligenza Artificiale. Già Presidente di EFC-European Foundation Centre a Bruxelles, il principale ente europeo di filantropia, vanta una vasta esperienza in consigli di amministrazione e advisory board di società ed enti pubblici e privati di vari settori e in organizzazioni internazionali non profit, tra cui Rockefeller PA Europe, the London School of Economics-Marshall Institute, Robert Kennedy Foundation Italy. È stato, tra l’altro, Segretario Generale di Fondazione CRT e Amministratore Delegato e Direttore Generale delle OGR Torino, hub internazionale di innovazione e accelerazione di impresa.

 

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