di Teresa Ruberto*

Si dice che gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere, per sottolineare la distanza che divide i due generi, ma di fronte a un tema come quello dei diritti di ogni essere umano, l’uguaglianza dovrebbe essere garantita.

La condizione femminile è sicuramente migliorata nel corso dei secoli, ma la strada verso la parità di genere è ancora irta di ostacoli e in salita. Ancora oggi il divario di genere con la conseguente disuguaglianza sociale e professionale è un dato di fatto.

Le giovani donne, nate e cresciute con diritti acquisiti, danno per scontata la possibilità di realizzare la propria vita secondo le proprie scelte personali. Capita però che quando devono affrontare il mondo del lavoro e costruire una famiglia si scontrino con una società che è disattenta alle esigenze di una futura madre e lavoratrice.

Il PNRR ha destinato 10 milioni di euro alle aziende per ridurre il gender gap con la certificazione di genere. Gli incentivi, rivolti alle aziende grandi, medie e piccole che trattano donne e uomini con equità, sono previsti nella Missione 5 (lavoro e inclusione). La certificazione partirà nel 2022 e fino al 2026 sarà sperimentale. La certificazione rientra anche tra le proposte elaborate dalla task force “Donne per un nuovo Rinascimento” costituita dalla Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia e di cui fa parte anche Lella Golfo.

«Aver introdotto nel PNRRr una certificazione di parità ‒ spiega la Ministra Bonetti ‒ pone innanzitutto un tema di valore: parità di genere nei processi e nei luoghi lavorativi non è soltanto una garanzia di diritti e, quindi, di giustizia ma è anche una scelta conveniente dal punto di vista strategico, perché permette di realizzare un modello di sviluppo davvero integrato. Più parità di genere vuol dire per un’azienda più valore, più crescita».

L’obiettivo della certificazione è di intervenire sulle aree critiche delle aziende (opportunità di crescita, parità salariale a parità di mansioni, gestione delle differenze di genere, tutela della maternità) innescando un circolo virtuoso con un immediato vantaggio anche dal punto di vista reputazionale.

Sarà definito un tavolo tecnico presso il Ministero delle Pari Opportunità che stabilisca le linee guida. Poi, tramite una piattaforma di raccolta dati disaggregati per genere, verrà alimentato un database dal quale si evidenzieranno le imprese certificate, raccolte in un apposito albo.

Sono previste premialità, con sgravi fiscali e agevolazioni attraverso un meccanismo di qualificazione per l’accesso ai bandi che darà alla imprese certificate una posizione privilegiata.

È un cambio di passo importante dal punto di vista culturale, economico e sociale attestato anche dalla pubblicazione a maggio 2021 dall’ISO 30415:2021 (International Standard Organization) la prima norma che definisce uno standard internazionale per raggiungere l’uguaglianza di genere e la valorizzazione della diversità nell’ambiente di lavoro.

Da professionista e mamma di una ragazza di 16 anni sarò sempre impegnata a contrastare le discriminazioni che soffocano opportunità e sprecano talento perché le donne non siano più costrette a rinunciare ai propri sogni, a scegliere tra famiglia e carriera.

*Fondazione Bellisario Calabria – Esperta di Sistemi di gestione e certificazione.