Fondazione Marisa Bellisario

MILANO CORTINA PER ME

di Giusi Versace*

Milano Cortina 2026 resterà nella storia! Quando si accende e si spegne la Fiamma olimpica, mi emoziono come una bimba: quel fuoco che rappresenta valori importanti, lo vivo ogni giorno! Ma non dobbiamo essere tristi perché si è chiuso un sipario, piuttosto essere orgogliosi di quanto fatto, e mantenere l’adrenalina per supportare i nostri Azzurri Paralimpici con altrettanta intensità, in gara dal 6 al 15 marzo!

I Giochi di Milano Cortina 2026 passeranno alla storia come un successo epocale, hanno unito l’Italia e incantato il mondo. La spedizione azzurra ha fatto sognare con storiche medaglie, alcune vinte per la prima volta e altre dopo tanti anni in discipline meno conosciute, ma che sono certa ispireranno le nuove generazioni! E come non emozionarsi pensando allo straordinario risultato di Federica Brignone, reduce da infortuni, ha fatto un capolavoro davanti al quale si sono inchinate pure le sue avversarie. Esempio di chi ci crede e non molla. Abbiamo visto stadi gremiti, pubblico entusiasta, paesaggi alpini trasformati in arene globali, oltre 3.000 atleti da circa 90 nazioni accolti con calore: un’Italia che ha saputo brillare e, come ha detto anche il presidente Giovanni Malagò, che ha saputo essere di parola e mantenuto le promesse! La presidente del CIO, Kirsty Coventry ha dichiarato: «Giochi invernali mai visti prima. L’Italia dev’essere fiera!».

La Coventry, prima donna e prima persona africana a presiedere il Comitato olimpico internazionale, mi dà lo spunto per aprire una riflessione sulle pari opportunità e l’empowerment femminile nello sport: c’è ancora molto da fare! Le atlete donne sono alle Olimpiadi per merito, conquistano qualificazioni e podi, ma dai posti di comando siamo ancora lontane! Non dobbiamo temere di mostrare emozioni: sono assi nella manica che portano nuove prospettive in ambienti a dominanza maschile. Coraggio e convinzione sfondano porte blindate!

E parlando di porte, ho sperato davvero che si aprisse quella della Pace. Non nascono il dispiacere profondo per la mancata tregua olimpica, tradizione sacra non rispettata. In un mondo ferito da conflitti, lo spirito olimpico può spegnere le armi e favorire negoziati e fratellanza. È una ferita che ci sprona a raddoppiare gli sforzi usando lo sport come ponte di dialogo. Lo ha ricordato anche il presidente Sergio Mattarella che in questi giorni ha regalato forti emozioni anche per la sua costante presenza e partecipazione sentita ai Giochi. Confesso che da atleta ho un po’ rosicato (nel senso buono, sia chiaro) per non aver potuto vivere lo stesso privilegio quando partecipai alle Paralimpiadi di Rio2016. Era un altro tempo, ovviamente: la copertura mediatica più bassa e i social non così diffusi. Ringrazio il presidente Mattarella per questi gesti semplici e umani: vederlo al villaggio olimpico, seduto a pranzo con gli atleti mi ha riempito il cuore di orgoglio, prima ancora che da parlamentare da atleta e cittadina!

È innegabile che questa formula così innovativa dei Giochi diffusi su diversi territori sia figlia di visione e coraggio messa in campo nel 2019 dal Presidente Giovanni Malagò unito ai governatori della Lombardia e del Veneto, i sindaci di Milano e Cortina e l’allora presidente del CIP. Un lavoro di squadra, un progetto ambizioso che ha coinvolto tutti noi. Il loro impegno ha reso possibile l’impossibile! Un’edizione tanto innovativa su cui nessuno avrebbe scommesso. Di fatto, è la prima edizione nella storia delle Olimpiadi a vedere due città ospitanti ufficiali (o meglio “diffuse”), con eventi dislocati in diverse regioni. Una formula audace che si è rivelata vincente e che ha alzato l’asticella per le future edizioni. I pareri entusiasti di altri Paesi confermano il nostro exploit. Il CIO ha lodato l’Italia per l’accessibilità e l’innovazione; Atleti stranieri hanno esaltato il nostro cibo e le piste di fondo come “le migliori mai viste”. Anche media internazionali, da BBC a Le Monde, hanno celebrato il nostro “successo storico e sostenibile”.

E non è finita! Teniamo alto l’entusiasmo per le Paralimpiadi. Da atleta paralimpica so bene quanto questi eventi siano catalizzatori di rivoluzione culturale. Sport e inclusione: dalle piste di Cortina ai palazzetti di Milano, prevedo un’onda che abbatte barriere e cambia la società.

Infrastrutture e percorsi accessibili saranno eredità di tutti. La Convenzione ONU del 2006 sui diritti delle persone con disabilità, di cui parlo spesso anche in Senato, si attua proprio qui: pari opportunità anche nello sport.

Del resto, lo sport è riscatto e rinascita! Io ho perso le gambe in un incidente stradale e ho riconquistato la vita correndo. Bel paradosso!

Questi Giochi, come tutti i grandi eventi, saranno un trampolino: ispireranno ragazzi a non arrendersi, famiglie a credere nell’inclusione, imprese a investire in accessibilità.

Le nostre storie, sono messaggi potenti e leva per un mondo più inclusivo e anche più gentile.

Forza azzurri! Tifiamo per voi e per il nostro tricolore!

*Atleta paralimpica e Senatrice della Repubblica Italiana

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