Fondazione Marisa Bellisario

MERITO DEL LAVORO: IL RICONOSCIMENTO ALLE DONNE TRA STORIA E CAMBIAMENTO

di Iolanda Riolo*

In Italia, l’Onorificenza al Merito del Lavoro rappresenta uno dei più alti riconoscimenti conferiti dal Presidente della Repubblica a imprenditori/imprenditrici e manager che abbiano contribuito in modo significativo allo sviluppo economico e sociale del Paese, distinguendosi anche per una specchiata condotta civile.

È un’onorificenza che premia non solo il successo, ma il valore del lavoro, la responsabilità sociale e l’impatto sull’elevazione dei lavoratori.

Ed è proprio su questi valori che troviamo un legame profondo e simbiotico con la missione della Fondazione Bellisario: promuovere il merito, il talento e la leadership femminile, contribuendo a una crescita economica più equa e inclusiva.

Eppure, fino al 2000, le donne insignite di questa onorificenza erano soltanto 25. E nessuna donna fu nominata fino agli anni ’60 del Novecento. Costoro, spesso erano figure chiave e decisive: mogli, madri, sorelle che hanno garantito la continuità aziendale nei momenti più difficili, assumendosi responsabilità enormi, senza però ricevere un riconoscimento adeguato. Penso a Doretta Marcello, che sviluppò la produzione del mirto costruendo relazioni industriali importanti. A Annamaria Averna, che alla scomparsa del marito seppe portare avanti l’azienda con determinazione. A Giuliana Benetton, Donatella Versace, Giuseppina Cacciatore, e alle donne delle famiglie Frescobaldi e Lavazza. Tutte figure che hanno avuto un ruolo reale e concreto nell’economia italiana. Eppure, per lungo tempo, non sono state riconosciute, Perché era considerato inconcepibile che una donna potesse occupare pienamente un ruolo imprenditoriale, tradizionalmente maschile.

Il caso di Luisa Spagnoli è emblematico. Una vera capitana d’industria, protagonista di un modello avanzato anche sul piano sociale, mai nominata Cavaliere del Lavoro. Così come la nostra Marisa Bellisario, figura simbolo per tutte noi, che affermava: “Non esistono mestieri da uomini, ma mestieri per tutti”.

Solo dagli anni ’60 vediamo finalmente le prime nomine femminili, iniziando un percorso che è stato lento, ma progressivo. Oggi qualcosa è cambiato: negli ultimi anni, su 25 nominati, le donne sono mediamente tra quattro e sei, circa 1 su 5. Un segnale importante, ma ancora non sufficiente.

Queste riflessioni nascono anche dal volume pubblicato nel 2024 dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, “Donna e Impresa”, che restituisce visibilità a storie troppo a lungo rimaste ai margini.

È una lettura che mi sento di consigliarvi, perché rappresenta una testimonianza importante e un riferimento concreto, per non dire una pietra miliare, per tutte le donne che si riconoscono nei valori della Fondazione Bellisario, per le quali tale, è un richiamo forte alla memoria di chi ci ha precedute nel lungo cammino della emancipazione.

Nel mio caso, posso dire di aver avuto la fortuna di essere stata vista e riconosciuta, ma questo porta con sé una consapevolezza: quante donne, pur avendo dato un contributo reale e significativo, possono non essere identificate o segnalate adeguatamente?

L’onorificenza, come recita la motivazione ufficiale, vuole essere anche un riconoscimento del Paese per quegli imprenditori che si sono impegnati nella crescita di un’attività d’impresa, superando condizioni di particolare difficoltà.

È un principio che mi riguarda direttamente, operando in un territorio tra i più poveri e complessi del Paese, dove creare lavoro equivale soprattutto a creare opportunità per la costruzione di sviluppo sociale, inclusione e legalità.

Chiediamoci dunque come poter offrire un contributo più valido nel processo di riconoscimento formale di tutte quelle donne che oggi meritano di diventare un simbolo femminile riconoscibile, anche per le giovani generazioni, assetate di esempi positivi, che possano incentivarle e spronarle a procedere nel loro cammino di crescita e di emancipazione.

* Presidente e Titolare Gruppo Riolo, Cavaliere del Lavoro, Referente Fondazione Marisa Bellisario per la Sicilia

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