Fondazione Marisa Bellisario

MAGNIFICA HUMANITAS: L’ENCICLICA DI LEONE XIV SULLA SFIDA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

di Paolo Cellini*

Il 15 maggio 2026, in occasione del 135º anniversario della Rerum Novarum, Papa Leone XIV ha consegnato al mondo l’enciclica Magnifica humanitas. Questo documento magistrale affronta la “questione nuova” della transizione verso l’Intelligenza Artificiale e la robotica. Non si tratta di una semplice sfida tecnologica, ma di un profondo crocevia antropologico e macroeconomico in cui emerge il vero nodo critico della nostra epoca: lo scontro tra i limiti biologici dell’uomo e le capacità dei network computazionali

  1. La Divergenza: Limiti Biologici vs. Abbondanza Computazionale

Ci troviamo di fronte a una colossale divergenza. Gli esseri umani sono definiti da limiti biologici: non possiedono la capacità “telepatica” di trasmettere dati in modo simultaneo e ultra-veloce. Al contrario, le reti di computer operano in modalità parallela attraverso imponenti cluster collocati nei Data Center.In questo scenario, la disponibilità di intelligenza artificiale cresce in modo esponenziale verso un’abbondanza infinita. Questa espansione è alimentata dal crollo dei costi del “token” (la nuova unità di valore digitale pari a circa 0,75 parole) e sostenuta da supercomputer su scala globale gestiti da un ristretto oligopolio di “Big Tech”, insediate quasi esclusivamente in USA e Cina.

  1. L’Inganno del Transumanesimo e la Grandezza del Limite

Di fronte a questa sproporzione quantitativa, correnti ideologiche come il transumanesimo interpretano la fragilità e il limite biologico come un semplice difetto di sistema, un errore da correggere attraverso il potenziamento tecnologico

È proprio in questo spazio che si innesca la risposta più rivoluzionaria di Magnifica humanitas. Papa Leone XIV ribadisce che la vera grandezza dell’uomo risiede esattamente nella sua condizione creaturale e corporea. L’essere umano non fiorisce malgrado il suo limite, ma grazie ai suoi limiti

La sofferenza, la dipendenza reciproca e la finitezza non sono bug informatici, ma gli spazi vitali in cui nascono la compassione, la cura, la responsabilità e l’amore.

Le macchine, pur operando a velocità inimmaginabili, sono prive di un corpo: non provano dolore, non vivono esperienze dall’interno e non possono perdonare.

Un’esistenza artificialmente privata della vulnerabilità biologica cesserebbe semplicemente di essere umana.

  1. Il Lavoro e le Nuove Schiavitù nel “Colonialismo dei Dati”

La mercificazione del lavoro cognitivo rischia di trasformare l’economia umana in un sistema orchestrato da algoritmi, dove agenti autonomi agiscono al nostro posto. Tuttavia, per sostenere questa “macchina perfetta”, il mondo materiale paga un prezzo gravissimo.

L’enciclica denuncia aspramente le “nuove schiavitù” e il “colonialismo dei dati”, un meccanismo che riduce le vite, le emozioni e le identità a meri profili da cui estrarre valore. Il flusso incessante del calcolo globale si alimenta nell’ombra: dal lavoro alienante di persone invisibili, fino al tragico sfruttamento di bambini e adolescenti nelle miniere di terre rare, indispensabili per l’hardware dei Data Center

  1. La Guerra Algoritmica e il Riarmo Cognitivo

L’insostenibilità della delega tecnologica tocca il suo apice nel dramma della guerra. L’uso dell’IA in ambito militare automatizza le decisioni letali, annullando la responsabilità morale. Il nemico viene disumanizzato e la morte biologica viene ridotta a uno sterile parametro tecnico.

Di fronte a questo orrore, Leone XIV decreta il superamento della dottrina della “guerra giusta”. Il Pontefice si appella a un urgente “disarmo” della tecnologia, affinché l’IA non si trasformi in uno strumento di “riarmo cognitivo” asservito a logiche di dominio geopolitico e commerciale.

Il Magnificat come Speranza Inaudita

Nel finale, Magnifica humanitas offre una bussola spirituale contro la tentazione di edificare una nuova Torre di Babele tecnocratica.

La vera civiltà non si misura sull’abbondanza computazionale dei processori paralleli controllati da pochi colossi monopolisti a caccia di profitto. Al contrario, si fonda sul coraggio di abitare la nostra magnifica vulnerabilità. La grandezza umana non scaturisce dall’efficienza algoritmica, ma dalla solidarietà e dal rispetto dell’altro.

*Professore di Economia Digitale, Luiss Guido Carli

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