Fondazione Marisa Bellisario

LA STRATEGIA UE PER LA PARITÀ DI GENERE

di Paola La Salvia*

Il 13 giugno 2024 è entrata in vigore la Direttiva UE  2024/1385 del Parlamento Europeo e del Consiglio, approvata il 14 maggio 2024, sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica.

Si tratta del primo strumento giuridico completo a livello europeo dedicato alla prevenzione della violenza di genere e alla protezione delle sue vittime. La Direttiva, le cui disposizioni dovranno essere obbligatoriamente recepite dagli Stati membri entro tre anni, mira a fornire un quadro giuridico generale per prevenire ed affrontare efficacemente la violenza contro le donne nell’Unione Europea.

La nuova Direttiva impone a tutti i Paesi dell’UE di configurare come reato le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni forzati e la violenza online, come la condivisione non consensuale di immagini intime incluse molestie (cd. cyber flashing) o condivisione di foto, video e audio falsi creati dall’intelligenza artificiale (c.d. deepfake). Inoltre, prevede misure di prevenzione della violenza contro le donne e della violenza domestica, definisce norme per la protezione delle vittime di tali reati e pene detentive che vanno da uno a cinque anni per i maltrattanti. Essa prevede inoltre misure per la protezione delle vittime, come l’accesso alla giustizia e il sostegno, quali case rifugio, centri anti-stupro e linee di assistenza telefonica.

Tuttavia, resta fuori lo stupro in quanto è mancato il consenso degli Stati membri per definirlo in tutta Europa come “rapporto sessuale non consenziente” e delinearlo, quindi, come un reato da tutti riconosciuto come tale, come invece veniva indicato nel testo originariamente proposto dalla Commissione. È possibile però che il Consiglio torni, nei prossimi giorni, sul tema e integri la Direttiva, come certamente auspicabile.

Il Consiglio dando il via libera alla Direttiva dell’UE ha compiuto un’azione risoluta contro questi atti di violenza, ponendo così una strategia essenziale per garantire i valori e i diritti fondamentali della parità tra donne e uomini e della non discriminazione.

La violenza contro le donne e la violenza domestica sono problemi persistenti. La Direttiva garantirà in tutta l’UE che i responsabili di tali reati siano puniti severamente e che le vittime ricevano tutto il sostegno di cui hanno bisogno.

Essa contiene inoltre un elenco esaustivo di circostanze aggravanti – quali commettere il reato nei confronti di un minore, di un coniuge o partner o di un ex coniuge o partner, di un rappresentante pubblico, di un giornalista o di un difensore dei diritti umani – che comportano sanzioni più severe e contiene anche norme dettagliate sulle misure di assistenza e protezione che gli Stati membri dovrebbero fornire alle vittime.

Per le vittime di violenza contro le donne e di violenza domestica sarà più facile sporgere denuncia. Almeno per i reati informatici si potranno infatti effettuare segnalazioni online.

I paesi dell’UE devono inoltre adottare misure che garantiscano ai minori l’assistenza di professionisti. Quando i minori denunciano un reato commesso da un titolare della responsabilità genitoriale, le autorità devono adottare misure per proteggere la sicurezza del minore prima di informare il presunto autore del reato.

Per proteggere la vita privata della vittima e prevenire la vittimizzazione ripetuta, gli Stati membri devono inoltre provvedere affinché, ai fini dei procedimenti penali, siano ammesse prove relative al comportamento sessuale passato della vittima solamente se ciò sia pertinente e necessario.

Nell’ottica di costruire un futuro più sicuro, le misure preventive mirano ad accrescere la consapevolezza in merito alle cause profonde della violenza contro le donne e della violenza domestica e a promuovere il ruolo centrale del consenso nelle relazioni sessuali.

La violenza contro le donne e le ragazze è una delle violazioni dei diritti umani più sistematiche e comuni a livello mondiale. La violenza di genere e ancor di più quella domestica rappresentano un grave problema sociale che spesso resta nascosto. Può portare a gravi traumi psicologici e fisici, con pesanti conseguenze sulla vita personale e professionale della vittima, poiché l’autore del reato è generalmente una persona nota e di cui la vittima dovrebbe potersi fidare

I Paesi dell’UE non fanno eccezione: statisticamente si conta che una donna su tre nella vita abbia subito violenza fisica o sessuale e per lo più da parte di partner intimi, in alcuni paesi, in questi ultimi anni, sono quintuplicate le chiamate alle linee di assistenza telefonica per la violenza domestica.

Sta aumentando anche la violenza online, soprattutto quella rivolta alle giovani donne e alle donne nella vita pubblica, quali giornaliste e politiche. Le donne sono vittime di violenza anche sul posto di lavoro: circa un terzo delle donne nell’UE vittime di molestie sessuali le ha infatti subite sul lavoro.

Nella Direttiva, come detto, le mutilazioni genitali femminili devono diventare reato e punibili in tutti gli Stati membri con una pena massima di almeno 5 anni di reclusione.

Si stima che almeno 600 000 donne in Europa e 200 milioni di donne al mondo abbiano subito mutilazioni genitali femminili. Se la pratica dovesse proseguire al ritmo attuale, tra il 2015 e il 2030 sarebbero 68 milioni le ragazze vittime di mutilazioni nei 25 paesi in cui è diffusa questa pratica atroce e in cui sono disponibili dati in merito.

È un momento fondamentale per la promozione e il rafforzamento dei diritti delle donne. Una reale parità potrà esistere solo nel momento in cui le donne potranno vivere senza la paura di subire molestie, aggressioni violente o danni fisici e questa Direttiva rappresenta un passo importante per far sì che ciò accada.

*Tenente Colonnello della Guardia di Finanza

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3 commenti su “LA STRATEGIA UE PER LA PARITÀ DI GENERE”

  1. Molto importante questa Direttiva, la strategia per combattere questo fenomeno deve essere globale.
    Brava Colonnello

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