di Mahdis Vakili*
In Iran, molte ragazze adolescenti ricevono messaggi sul matrimonio e sulla maternità prima ancora di ricevere un’adeguata educazione sulla salute del proprio corpo. Questa contraddizione rappresenta una delle crisi silenziose più importanti della salute femminile nell’Iran di oggi.
La salute delle donne non riguarda soltanto la cura delle malattie, ma inizia fin dall’adolescenza, nel momento in cui il corpo, la mente e il futuro di una ragazza stanno prendendo forma. Tuttavia, problemi come la carenza di vitamina D, la carenza di ferro, la malnutrizione e i disturbi legati alla salute mentale tra le adolescenti iraniane continuano a ricevere molta meno attenzione di quanto sarebbe necessario.
Una delle sfide più rilevanti è proprio la carenza di vitamina D tra donne e ragazze iraniane. Lo stile di vita urbano, la riduzione delle attività all’aria aperta, l’inquinamento atmosferico e anche l’obbligo di coprire il corpo e i capelli negli spazi pubblici — introdotto come legge dopo la rivoluzione del 1979 — possono ridurre l’esposizione diretta alla luce solare e aumentare, nel lungo periodo, il rischio di carenza di vitamina D. Questa carenza non rappresenta un semplice problema nutrizionale. Una carenza cronica di vitamina D può essere associata, negli anni successivi della vita, a un maggiore rischio di osteoporosi, indebolimento del sistema immunitario, disturbi dell’umore, depressione e alcune malattie autoimmuni. Allo stesso tempo, la carenza di ferro e la malnutrizione possono influire direttamente sulla crescita fisica, sulla concentrazione, sul rendimento scolastico e sulla salute mentale delle adolescenti.
Anche la sicurezza alimentare rappresenta oggi una delle principali sfide per la salute femminile in Iran. L’aumento dell’inflazione e la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie negli ultimi anni hanno reso più difficile per molti adolescenti avere accesso a un’alimentazione sana e varia. In queste condizioni, le ragazze adolescenti — soprattutto quelle provenienti da famiglie a basso reddito — risultano maggiormente esposte alla carenza di micronutrienti e a un’alimentazione inadeguata.
Anni fa, in una ricerca che ho personalmente condotto nel sud dell’Iran e i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Global Journal of Health Science, è stata analizzata la diversità alimentare tra studentesse delle scuole superiori. I risultati dello studio hanno mostrato che la qualità e la varietà dell’alimentazione di molte adolescenti esaminate erano inferiori ai livelli desiderabili e che la condizione economica della famiglia giocava un ruolo significativo in questo problema. Questi dati rappresentavano già allora un campanello d’allarme per il futuro della salute delle adolescenti iraniane; un allarme che oggi appare forse più attuale che mai.
Negli ultimi anni, inoltre, in Iran sono state promosse ampie politiche pronataliste. Studenti e giovani vengono esposti, già dai primi anni universitari, a messaggi e campagne che incoraggiano il matrimonio e la gravidanza. Tuttavia, la salute riproduttiva non può essere garantita semplicemente incoraggiando la natalità. Il corpo di una giovane donna dovrebbe essere sostenuto per anni, prima di una gravidanza, dal punto di vista nutrizionale, della salute ossea, delle riserve di ferro, dell’equilibrio ormonale e della salute mentale. Eppure, molte adolescenti e giovani donne iraniane entrano nell’età fertile senza beneficiare di programmi estesi di prevenzione, educazione sanitaria e screening.
Una società che incoraggia le proprie ragazze alla maternità, senza allo stesso tempo investire adeguatamente nella loro salute, rischia di affrontare in futuro crisi ancora più profonde nella salute pubblica e nella qualità della vita delle donne.
Investire nella salute delle adolescenti non significa soltanto sostenere le donne, ma investire nel futuro di un’intera società.
*Odontoiatra, nutrizionista e ricercatrice
